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Trump chiede sostegno a Cina, Giappone, Sud Corea, Francia e Uk per militarizzare stretto Hormuz; in Italia Grimaldi invoca "supporto di Marina militare"

Dopo l'invito di Trump ad inviare navi da guerra per mantenere aperto Hormuz, la Gran Bretagna annuncia che è al vaglio una "serie di opzioni"; in Italia il presidente Alis Guido Grimaldi con Confitarma scrive al ministro della Difesa per chiedere "supporto della Marina militare"

14 Marzo 2026

Stretto di Hormuz, la mina sotto il consenso: così l’Iran può inceppare la macchina di Trump - RETROSCENA

Stretto di Hormuz, fonte: Facebook, @Termometro Geopolitico

Attraverso il social "Truth", questo pomeriggio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto il sostegno di Cina, Giappone, Sud Corea, Francia, Uk "e altri" per militarizzare lo stretto Hormuz e renderlo percorribile dalle grandi navi, petroliere e cargo. Se la Gran Bretagna prende tempo, in Italia associazioni del settore armatoriale tra cui Confitarma hanno già scritto al ministro della Difesa Guido Crosetto per chiedere il "supporto della Marina militare a tutela dei marittimi e delle flotte coinvolte" dagli accadimenti, come annunciato da Guido Grimaldi, Direttore Commerciale Corporate delle Linee Short Sea e Presidente di diverse società del Gruppo di famiglia oltre che Presidente di ALIS - l'Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile.

"Hormuz chiuso per i nemici"

E' stato il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, a sottolineare che Lo Stretto di Hormuz resta chiuso "per le petroliere e le navi dei nemici e dei loro alleati", aggiungendo anche che "L'Iran risponderà a qualsiasi attacco contro le sue strutture energetiche: se le installazioni iraniane venissero prese di mira, le nostre forze colpiranno le installazioni delle aziende americane nella regione o delle aziende in cui gli Stati Uniti detengono quote".

L'invito di Trump

"Molti Paesi, soprattutto quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d'America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro" ha scritto nel pomeriggio di oggi sul proprio social, Truth, Donald Trump.

"Abbiamo già distrutto il 100% della capacità militare dell'Iran - ha annunciato Trump - ma è facile per loro inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte lungo, o all'interno, di questa via d'acqua, non importa quanto siano stati duramente sconfitti" ha quindi ammesso il leader statunitense per poi aggiungere: "Speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri che sono colpiti da questo limite artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non sia più una minaccia da parte di una nazione che è stata totalmente decapitata.

Nel frattempo gli Stati Uniti bombarderanno senza pietà la costa e affonderanno continuamente imbarcazioni e navi iraniane. In un modo o nell'altro, renderemo presto lo Stretto di Hormuz aperto, sicuro e libero", ha concluso il presidente Usa.

Sulla questione, la Gran Bretagna ha fatto sapere, attraverso un portavoce del ministero della Difesa, che "Attualmente stiamo discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione".

L'Italia

In Italia per un intervento militare di "supporto" nella zona, "a tutela dei marittimi e delle flotte coinvolte", sono in particolare le associazioni Alis e Confitarma: "Come associazione che rappresenta il mondo dei trasporti e della logistica, dal marittimo al ferroviario fino all’aereo (Alis) abbiamo voluto esprimere un tributo euna forte vicinanza ai circa 30mila marittimi impegnati su quasi 1000 navi bloccate nell’area dello Stretto di Hormuz", ha infatti dichiarato il presidente di Alis Guido Grimaldi  parlando con la stampa a margine di LetExpo 2026. "Si tratta di lavoratori che continuano a garantire, con grande senso di responsabilità e spesso in condizioni di forte rischio, che l’economia globale non si fermi.La situazione è estremamente delicata- ha quindi sottolineato Grimaldi - e richiede un intervento immediato delle istituzioni. Insieme ad altre associazioni del settore, tra cui Confitarma, abbiamo scritto al ministro della Difesa Guido Crosetto per chiedere il supporto della Marina militare a tutela dei marittimi e delle flotte coinvolte".

"Un buon momento"

Negli Stati Uniti intanto David Sacks si è più che esposto su All-In, podcast che co-conduce, come voce fuori dal coro. Il guru di Trump per l'intelligenza artificiale e le criptovalute ha infatti commentato oggi che è "Un buon momento per dichiarare vittoria e ritirarsi" aggiungendo che è "chiaramente ciò che i mercati vorrebbero vedere".

Sacks ha anche avvertito che il prolungamento del conflitto potrebbe rivelarsi una catastrofe per le infrastrutture petrolifere e di desalinizzazione nel Golfo Persico, rendendo l'area "quasi inabitabile".

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