29 Gennaio 2026
"Trump è in guerra con il mondo", compresi "i cittadini americani", "compresa la militarizzazione della società americana, in modo assolutamente scioccante e brutale". Sono parole forti quelle usate dall'economista e saggista Usa Jeffrey Sachs per spiegare ciò che sta succedendo nell'amministrazione Trump a livello di politica estera ed interna.
L'establishment trumpiano, afferma Jeffrey Sachs intervenendo ad una puntata del podcast Judging Freedom datata 27 Gennaio, "sta mentendo su tutto". Interrogato dal giudice Andrew Napolitano in diretta, il quadro che emerge dal discorso di Sachs sui rapporti degli Stati Uniti con le altre potenze straniere e coi suoi stessi Stati federali è desolante. Secondo l'economista, nel governo trumpiano non vi sarebbero leggi ma "potere" ("Trump eleva il potere al di sopra di tutto"), e questo potere coercitivo sarebbe esercitato in modi diversi a seconda degli obiettivi e dell'interlocutore del Presidente Usa.
In un caso, che è una costante delle "negoziazioni" trumpiane, sistematico rimane "l'uso dell'economia come arma". Ma ciò che sta succedendo dentro gli Usa, prosegue Sachs, costituisce una vera e propria militarizzazione domestica. Trump "non è in guerra solo con il mondo, ma coi suoi stessi concittadini" verso cui "mente" e contro cui "ordina omicidi" etichettandoli, a scopo legittimante, come necessari a prevenire e a ristabilire la sicurezza interna. Ciò che colpisce è il parallelismo tracciato da Sachs sui moduli narrativi adoperati dalla Casa Bianca sia contro i "rivoltosi" di Minneapolis, sia contro i presunti narcotrafficanti venezuelani in acque caraibiche.
"La Casa Bianca sta mettendo le persone, persone innocenti, in situazioni dove vengono uccise, e poi le descrive così: se si tratta di pescatori nelle acque del Venezuela, li chiama 'trafficanti di stupefacenti'. Se è un cittadino americano pacificamente in piedi per le strade di Minneapolis, lo chiama 'terrorista'. È un collegamento diretto. Lo ha spiegato lo stesso vice capo di stato maggiore, Stephen Miller: non ci sono leggi, c’è solo potere" ha affermato Sachs. Ed è proprio lo scavalcamento delle leggi che pone lo Stato in una costante "guerra di tutti contro tutti". Alla luce di tutto ciò, prosegue Sachs, il Congresso è un organismo muto: "Durante l'ultimo anno, non ha esercitato alcuna singola funzione che la Costituzione gli conferisce. È il Congresso che ha il potere dei dazi. È il Congresso che ha il potere di dichiarare guerra. È il Congresso che dovrebbe determinare il bilancio". La logica del potere trumpiano è aggressiva, "illegale ed extra-costituzionale", e ciò sta ponendo in essere un clima che ragionevolmente potrebbe scatenare uno scenario da guerra civile.
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