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Omicidio Minneapolis, procuratrice Bondi chiede a governatore Walz di consentire "accesso federale" a liste elettorali dello Stato dem - DOCUMENTO

In una lettera lunga tre pagine, la procuratrice Usa Pam Bondi arriva al punto: lo Stato del Minnesota (a guida democratica) dovrà "collaborare" col governo centrale condividendo informazioni sulle frodi previdenziali. Ma soprattutto: dare libero accesso a Washington al sistema elettorale dello Stato. Come la politica anti-immigrazione si fa strumento di strategia politica

26 Gennaio 2026

"Lei e il suo ufficio dovete ristabilire il rispetto per la leggesupportare gli agenti dell'ICE, e porre fine al caos in Minnesota. Fortunatamente, ci sono soluzioni di buon senso a questi problemi che spero possiamo percorrere insieme". È questo uno dei passaggi-chiave della lettera controversa inviata sabato 24 Gennaio dalla Procuratrice Usa Pam Bondi al governatore dello Stato del Minnesota Tim Walz. Esattamente poche ore dopo l'esecuzione dell'infermiere 37enne Alex Jeffrey Pretti.

Omicidio Minneapolis, procuratrice Bondi chiede a governatore Walz di consentire "accesso federale" a liste elettorali dello Stato dem - DOCUMENTO

"Lo Stato del Minnesota ha rifiutato di far rispettare la legge, e le conseguenze sono strazianti". Si apre così, con una diretta accusa all'inefficienza dello Stato il documento ufficiale inviato da Pam Bondi al Governatore del Minnesora Tim Walz dopo gli ultimi sanguinosi fatti di cronaca avvenuti a Minneapolis, una delle città più popolose degli Usa. Il messaggio è chiaro e coerente con le narrazioni e le ricostruzioni falsate fornite dai canali ufficiali sulle violenze indiscriminate dell'ICE in città. La colpa di ciò che sta avvenendo, recita la lettera, è di politici incapaci di fare rispettare "la legge federale sull'immigrazione", politici che "hanno rifiutato di supportare gli uomini e le donne" dell'esercito che Bondi associa ad eroi che "rischiano la vita per proteggere gli Americani".

Ma, al netto di facili accuse da cui l'ufficialità trumpiana risolve di fare uscire gli agenti dell'ICE nel modo più pulito possibile, l'obiettivo di Bondi è un altro: "invitare" Walz a consentire l'accesso federale alle liste elettorali del Minnesota, Stato a guida principalmente democratica. L'obiettivo, come poi denunciato anche dal senatore per il Connecticut Chris Murphy, è quello di un'ingerenza repubblicana in uno degli Stati roccaforte del potere politico democratico.

Le chiama "soluzioni di buon senso" Pam Bondi, e sono essenzialmente tre. Prima: "condividere tutti i dati del Minnesota sui programmi Medicaid e di assistenza alimentare e nutrizionale (...) col governo federale. Permetterci di investigare efficientemente sulle frodi farà risparmiare denaro ai contribuenti del Minnesota e assicurerà che i fondi welfare siano usati per aiutare quelli in stato di bisogno, non per arricchire i truffatori".

Seconda soluzione: "Abrogare le 'sanctuary policies' [linee guida che limitano la cooperazione tra agenti statali e forze federali in materia di immigrazione, ndr] (...). Tutte le strutture di detenzione del vostro Stato dovrebbero cooperare pienamente con l’ICE, rispettare i fermi per immigrazione e consentire all’ICE di interrogare i detenuti in custodia per determinare il loro status di immigrazione". Ma soprattutto, terza: "permettere alla Divisione dei Diritti Civili del Dipartimento Giustizia di accedere ai registri elettorali per confermare che le pratiche di registrazione degli elettori del Minnesota si conformino alla legge federale come autorizzato dal Civil Rights Act del 1960".

Gli obiettivi dell'amministrazione Trump sono dunque chiari: condividere informazioni sulle frodi previdenziali ma soprattutto, avere accesso al database elettorale. La politica anti-immigrazione sarebbe dunque uno specchietto per le allodole al fine di mascherare i veri obiettivi (politici): il controllo dello Stato dem.

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