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Usa, si finge agente dell'Fbi per liberare Luigi Mangione dal carcere: arrestato Mark Anderson, pizzaiolo 35enne del Minnesota

Si presenta al carcere di Brooklyn con una patente e un tagliapizza, dicendo di essere dell’Fbi: arrestato Mark Anderson, che voleva liberare Luigi Mangione

30 Gennaio 2026

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Mark Anderson, un pizzaiolo 35enne del Minnesota, si è recato presso la prigione in cui è detenuto Luigi Mangione, a New York, e si è finto un agente dell'Fbi per liberarlo. Le guardie carcerarie hanno scoperto subito l'inganno e l'hanno arrestato: era "armato" con una forchetta da barbecue e un tagliapizza.

Usa, si finge agente dell'Fbi per liberare Luigi Mangione dal carcere: arrestato Mark Anderson, pizzaiolo 35enne del Minnesota

Si è presentato in un carcere federale di New York dichiarando con sicurezza di essere un agente dell’Fbi e di avere un ordine firmato da un giudice per la scarcerazione di un detenuto “specifico. Quel detenuto era Luigi Mangione, il 27enne accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato del colosso assicurativo UnitedHealthcare. Il tentativo, tanto audace quanto goffo, è però durato pochi minuti.

Protagonista della vicenda è Mark Anderson, 35 anni (secondo alcune fonti 36), originario di Mankato, Minnesota. Mercoledì sera, intorno alle 18:50, Anderson si è presentato al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, affermando di essere un agente federale incaricato di eseguire un’ordinanza del tribunale. Quando gli addetti del carcere gli hanno chiesto di esibire le credenziali, l’uomo ha consegnato una semplice patente di guida del Minnesota.

Secondo l’atto di accusa, Anderson avrebbe inoltre dichiarato di essere armato. Poco dopo ha iniziato a lanciare verso gli agenti penitenziari una serie di documenti, risultati poi essere carte relative a presunte azioni legali contro il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. La situazione ha portato al suo immediato fermo e a una perquisizione dello zaino.

Le “armi” di cui parlava si sono rivelate tutt’altro che minacciose: una forchetta da barbecue e una lama circolare in acciaio simile a un tagliapizza. Un dettaglio che ha assunto contorni quasi grotteschi quando è emerso che Anderson, nella vita reale, lavorava come pizzaiolo.

L’uomo è stato incriminato presso il tribunale distrettuale federale di Brooklyn per impersonificazione di un agente federale e dovrà comparire davanti a un giudice nelle prossime ore. Non è chiaro se Anderson avesse contatti diretti con Mangione o se il gesto sia stato il frutto di un’iniziativa individuale.

Il caso si inserisce nel clima di forte attenzione mediatica che circonda Luigi Mangione. Dalla sua incriminazione, il giovane è diventato una figura simbolica per una parte dell’opinione pubblica statunitense, critica verso il sistema sanitario. Il suo fondo per la difesa legale ha raccolto circa 1,4 milioni di dollari, mentre fuori dai tribunali di Manhattan si tengono regolarmente raduni di sostenitori.

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