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Intesa Sanpaolo: risultati record nei primi nove mesi del 2021, utile netto a 983 milioni

Intesa Sanpaolo, i risultati dei primi 9 mesi riflettono la redditività sostenibile derivante dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato

03 Novembre 2021

Intesa Sanpaolo: le parole di Carlo Messina alla cerimonia di apertura del World Economic Forum di Davos

IntesaSanpaolo, Carlo Messina (LaPresse)

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2021. I risultati dei primi nove mesi del 2021 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto pandemico e hanno portato a conseguire già i 4 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’intero 2021.

I risultati riflettono la redditività sostenibile, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato, dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi e dalla qualità dell’attivo di Intesa Sanpaolo, caratteristiche che hanno permesso di mitigare efficacemente l’impatto nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2021 e che si traducono in un basso profilo di rischio a presidio del supporto del Gruppo all’Italia, anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

Intesa Sanpaolo: risultati record nei primi sei mesi del 2021, utile netto a 983 milioni

Nei primi nove mesi del 2021, per il Gruppo si registra un utile netto pari a 4.006 milioni di euro, rispetto a 6.376 milioni dei primi nove mesi 2020, in crescita del 28,7% rispetto a 3.112 milioni se si esclude il goodwill negativo provvisorio originato nel terzo trimestre 2020 dall’acquisizione di UBI Banca; un risultato corrente lordo in aumento del 15,6%, rispetto ai primi nove mesi 2020; risultato della gestione operativa in crescita del 9,8% rispetto ai primi nove mesi 2020; proventi operativi netti in aumento del 3,4% rispetto ai primi nove mesi 2020, con commissioni nette salite dell’ 11,5%.

I costi operativi in diminuzione del 2,3% rispetto ai primi nove mesi 2020; elevata efficienza, con un cost/income al 50,1% nei primi nove mesi 2021, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee; costo del rischio dei primi nove mesi 2021 annualizzato sceso a 44 centesimi di punto (34 centesimi di punto se si esclude lo stanziamento riguardante specifici portafogli per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), con rettifiche di valore nette su crediti prudenzialmente ancora basate sullo scenario macroeconomico di dicembre 2020 e che non tengono quindi conto del miglioramento dello scenario dei primi nove mesi 2021, rispetto ai 48 dell’intero anno 2020 escludendo l’impatto delle rettifiche per i futuri impatti di COVID-19 (pari a 49 centesimi di punto).

Si registra un miglioramento della qualità del credito: riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 47 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 34 miliardi dal dicembre 2017 superando in anticipo, per circa 8 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi previsto per l’intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021; lo stock di crediti deteriorati scende a settembre 2021, rispetto a dicembre 2020, del 12,6% al lordo delle rettifiche di valore e del 14,9% al netto; l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a settembre 2021 è stata pari al 3,8% al lordo delle rettifiche di valore e al 2% al netto.

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2021 registra interessi netti pari a 5.946 milioni di euro, in diminuzione del 4,2% rispetto ai 6.206 milioni dei primi nove mesi 2020. Le commissioni nette sono pari a 7.008 milioni di euro, in crescita dell’ 11,5% rispetto ai 6.283 milioni dei primi nove mesi 2020.

In dettaglio, si registra un aumento del 6,4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 13,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una crescita del 41,8% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 14% per quella relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 170 milioni nei primi nove mesi 2021 e a 79 milioni di euro nei primi nove mesi 2020) e del 3,6% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.219 milioni di euro, rispetto a 1.249 milioni dei primi nove mesi 2020.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.517 milioni di euro, rispetto a 1.482 milioni dei primi nove mesi 2020, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 231 milioni da 362 milioni, quella di capital markets che aumenta a 573 milioni da 202 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 703 milioni da 938 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo per 10 milioni rispetto a un saldo negativo per 19 milioni. I proventi operativi netti sono pari a 15.766 milioni di euro, in aumento del 3,4% rispetto ai 15.251 milioni dei primi nove mesi 2020.

I costi operativi ammontano a 7.893 milioni di euro, in calo del 2,3% rispetto agli 8.082 milioni dei primi nove mesi 2020, a seguito di una diminuzione dello 0,6% per le spese del personale, del 5,9% per le spese amministrative e del 3,3% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 7.873 milioni di euro, +9,8% rispetto ai 7.169 milioni dei primi nove mesi 2020. Il cost/income ratio nei primi nove mesi 2021 è pari al 50,1%, rispetto al 53% dei primi nove mesi 2020.

Il risultato corrente lordo è pari a 6.205 milioni di euro, rispetto a 5.366 milioni dei primi nove mesi 2020. Il risultato netto consolidato è pari a 4.006 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di: imposte sul reddito per 1.541 milioni di euro, che includono un beneficio di circa 460 milioni derivante dal riallineamento fiscale di attività intangibili; oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 148 milioni; oneri derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 85 milioni; tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 489 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 381 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 306 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2021, per 9 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 16 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per un milione relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante.

Intesa Sanpaolo: risultati record nei primi sei mesi del 2021, utile netto a 983 milioni

La generazione di valore per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dalle sinergie previste per oltre un miliardo di euro derivanti dalla fusione di UBI Banca realizzata con successo senza costi sociali e dagli oltre 6 miliardi di euro nel 2020 e quasi 500 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, a valere sull’utile ante imposte, che il Gruppo ha destinato all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità dei risultati.

Le tendenze del nuovo contesto trovano Intesa Sanpaolo preparata grazie ai vantaggi competitivi del Gruppo: aumento della domanda di protezione della salute, del risparmio e delle attività economiche delle aziende: leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management & Protection; maggior grado di rischio: efficace gestione proattiva del credito (Pulse) e partnership strategiche del Gruppo con primari operatori industriali attivi nella gestione dei crediti deteriorati; per il secondo anno consecutivo, primo posto tra le grandi aziende italiane nella competizione “Cyber Resilience amid a Global Pandemic”, organizzata da AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale); digitalizzazione della clientela: posizionamento ai vertici in Europa per funzionalità di mobile app e forte proposta digitale del Gruppo, con circa 12,5 milioni di clienti multicanale e circa 7,8 milioni di clienti che usano l’App di Intesa Sanpaolo, e partnership strategica con Nexi nei sistemi di pagamento (partecipazione nel capitale di Nexi); digitalizzazione dell’operatività della Banca: abilitate circa 78.000 persone del Gruppo allo smartworking e implementata con successo l’evoluzione verso un modello distributivo “light”, con ampio spazio per un'ulteriore riduzione del numero di filiali a seguito dell’acquisizione di UBI Banca, della partnership strategica Banca 5 - SisalPay (Mooney) e del cambiamento indotto da COVID-19 nei comportamenti dei clienti, la maggioranza dei quali continuerà a essere servita dal Gruppo tramite i canali alternativi di elevata qualità.

Crescente importanza della sostenibilità e della responsabilità sociale (ESG): Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e nel 2021 "Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index" di Corporate Knights, si classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG, MSCI, Sustainalytics e Bloomberg ESG Disclosure Score, è anche inclusa dal lancio a ottobre 2021 nell’indice MIB ESG di Euronext e Borsa Italiana; inoltre, Intesa Sanpaolo è inserita nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), registrando per il 2021 un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane, e - unica banca italiana - nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, che seleziona le 100 migliori aziende quotate a livello mondiale per diversità e inclusione; Intesa Sanpaolo si è impegnata a un obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050 - per le proprie, per i portafogli prestiti e investimenti e per l’asset management - e ha aderito alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA) e, tramite le controllate Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management Ireland, alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI).

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