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BPER Banca, mercato dei capitali. Mandelli: “Imprese quotate crescono di più per fatturato e marginalità”

Durante il convegno “Imprese e mercato dei capitali: un’opportunità per crescere”, organizzato da BPER Banca in collaborazione con lo Studio LS Lexjus Sinacta, si è parlato delle maggiori opportunità di crescita che la quotazione offre alle PMI e di come arginare le principali difficoltà: i costi di accesso e di gestione.

Di Daniela Brucalossi

30 Marzo 2022

BPER Banca, mercato dei capitali. Mandelli: “Imprese quotate crescono di più per fatturato e marginalità”

Le piccole e medie imprese sono propense a ricorrere al mercato dei capitali come fonte di raccolta di risorse da destinare a investimenti e crescita. Ma, alla luce del conflitto in Ucraina, molti fattori stanno condizionando il mercato dei capitali, dai prezzi delle materie prime all’inflazione. Gli imprenditori sono anche intimoriti dai costi di quotazione e di gestione. Se n'è parlato oggi al convegno “Imprese e mercato dei capitali: un’opportunità per crescere”, organizzato da BPER Banca in collaborazione con lo Studio LS Lexjus Sinacta, dove sono stati delineati i possibili scenari e le opportunità che potrebbero manifestarsi in futuro.

Sono intervenuti all’incontro Michele De Tavonatti, Presidente ODCEC di Brescia, Marco Mandelli, Responsabile Direzione Corporate & Investment Banking di BPER Banca, Stefano Taioli, Responsabile Equity & Debt Capital Markets di BPER Banca, Gianluigi Serafini, Ottavio Martini e Giuseppe Vegas, dello Studio LS Lexjus Sinacta Avvocati e Commercialisti Associati, Luigi Cologni, CEO di Neodecortech, Marco Ruini, CEO di Bomi Group, Barbara Lunghi, Responsabile Primary Market di Borsa Italiana. Ha moderato Eugenio Tangerini, Responsabile Relazioni Esterne BPER Banca.

BPER Banca, Mandelli: "Percorso evolutivo in atto: il 2021 è stato il miglior anno per le operazioni di IPO in Italia"

“C’è un percorso evolutivo in atto, il 2021 è stato il miglior anno per le operazioni di IPO in Italia. In questo momento il costo delle materie prime e il costo dell’energia mette in difficoltà le imprese italiane. La fase attuale deve far riflettere banche e imprenditori", ha commentato Mandelli. "Stiamo andando incontro a una situazione nella quale le banche devono essere capaci di giudicare il modello di business che hanno di fronte e le imprese devono essere traspatenti. Oggi un’azienda quotata o che ha al suo interno un investitore finanziario ha più opportunità di sviluppare il suo modello di business in coerenza con il mondo circostante. Le imprese quotate sono le più attrattive per i talenti, per il management, più in grado di diversificare le fonti di finanziamento”

"BPER Banca oggi può garantire un’offerta completa di servizi alle PMI nell’ambito di processi di strutturazione, collocamento e quotazione di strumenti finanziari di equity e debito. Le unità dedicate sono in grado di affiancare le imprese non solo in fase di quotazione, ma anche nelle fasi successive attraverso una consulenza specialistica e costante, ritagliata sulle specifiche esigenze del cliente, grazie ad un team di professionisti qualificati, che vantano una solida esperienza sul mercato dei capitali e rapporti consolidati con gli investitori italiani ed esteri".

BPER Banca, Marco Mandelli: "Mercato dei capitali, come sostenere le imprese"

VIDEO-BPER Banca, Marco Mandelli: "Mercato dei capitali, come sostenere le imprese"

"In questo momento dobbiamo stare vicini alle imprese che hanno difficoltà legate al circolante, ovvero al fatto che hanno avuto un aumento del costo delle materie prime, è difficile approvvigionarsi ed è cambiata la catena attraverso quale acquistare. Il modo per stargli vicino ora è dunque sostenerli nei fabbisogni di circolante, di acquisto di materie prime e di energia", sottolinea Mandelli a Il Giornale d'Italia, "Poi c’è un modo successivo di stargli vicino, ovvero continuare a ragionare su fonti di finanziamento diversi come il mercato dei capitali nelle sue forme, che rende l’azienda già attrattiva dal punto di vista dei talenti, del management e più capace di intercettare le modifiche del mercato, oltre a dare un flavour di credibilità."

Taioli aggiunge: “Le imprese quotate crescono di più in termini di fatturato e marginalità e hanno un minore indebitamento. C’è una propensione molto più alta alle acquisizione di maggioranza, agli investimenti diretti all’estero e all’aumento della quota di export. Inoltre, le imprese quotate sono più longeve”.

Taioli (Bper Banca): "Italia indietro per quotazioni rispetto all'estero: imprenditori sono timorosi ma ci sono investitori e opportunità"

VIDEO - Taioli (Bper Banca): "Italia indietro per quotazioni rispetto all'estero: imprenditori sono timorosi ma ci sono investitori e opportunità"

Stefano Taioli, Responsabile Equity & Debt Capital Markets Bper Banca a Il Giornale d’Italia: “Gli effetti positivi della quotazione in Borsa sono chiaramente la raccolta di risorse fresche, spesso da dedicare a nuovi investimenti a opportunità di M&A, ma soprattutto è il cambio di strategia dell’impresa nei confronti di tutti gli stakeholder, fornitori, clienti e dipendenti. Il processo di autoanalisi che è insito nel processo di quotazione, l’impresa si guarda all’interno cerca di capire i propri punti di debolezza, di ridisegnare le strategie e quindi ne esce più rafforzata dal punto di vista del progetto con cui va in Borsa.”

“In Italia, per quanto riguarda la cultura della quotazione e del mercato dei capitali, c’è sicuramente un po’ di arretratezza dal punto di vista degli imprenditori e delle imprese che temono che sia un passo non alla loro portata, o un passo che non lasci loro più il timone in mano e poi c’è anche il problema che non si pensa che ci sia un mercato degli investitori a cui le imprese si possono rivolgere. Questo mercato c’è invece, gli investitori ci sono e le opportunità della Borsa sono reali.”

Borsa Italiana, Lunghi: "Mercato dei capitali, grandi benefici ma necessarie semplificazioni per accesso PMI"

Borsa Italiana, Lunghi: "Mercato dei capitali, grandi benefici ma necessarie semplificazioni per accesso PMI"

Barbara Lunghi, Responsabile Primary Market di Borsa Italiana, a Il Giornale d'Italia:

"Le aziende che si quotano sono aziende ambiziose, hanno dei piani ambiziosi che vogliono realizzare raccogliendo capitali in borsa, attraendo talenti, creando fiducia negli investitori e facendolo con il giusto livello di trasparenza e governo societario che richiede la quotazione in borsa. Questo ovviamente comporta dei costi di accesso e dei costi di gestione, che però vengono ripagati dai benefici derivanti dalla quotazione".

"Detto questo, non dobbiamo esimerci dal ragionare su come si può semplificare l'accesso al mercato dei capitali per le PMI. In questo ambito c'è un grande impegno da parte dei policy maker. A oggi ci sono delle agevolazioni fiscali per i costi di quotazione delle PMI. Ci auspichiamo che diventino strutturali".

"Per quotarsi in borsa è necessaria la voglia di crescere con trasparenza, investendo in digitalizzazione e in internazionalizzazione o tramite acquisizioni. Le aziende che si quotano pensano in grande e vogliono essere competitive. Ormai non è più un tema di dimensione: si possono quotare PMI, start-up e grandi imprese che desiderano accedere a capitali globali. Ci si può quotare in borsa direttamente o facendo precedere questa operazione dall'ingresso di soci finanziari. Si possono quotare sia aziende familiari sia aziende che hanno un management alla guida".

Ls Lexjus Sinacta, Gianluigi Serafini: "Portare la cultura del mercato dei capitali vicino alle PMI"

VIDEO-Ls Lexjus Sinacta, Gianluigi Serafini: "Portare la cultura del mercato dei capitali vicino alle PMI"

Gianluigi Serafini, Partner LS Lexjus Sinacta Avvocati e Commercialisti Associati, in occasione dell'evento Imprese e mercato dei capitali: un'opportunità per crescere, ha affermato a Il Giornale d'Italia: "Il nostro è uno studio presente in nove città italiane: LS Lexjus Sinacta. Da 30 anni ci siamo concentrati nell'area corporate e in particolare nel capital market dedicato alle pmi. Questa è la ragione per cui con Bper stiamo organizzando questa serie di seminari: vogliamo portare la cultura del mercato dei capitali vicino alle piccole e medie imprese nel momento in cui devono affrontare operazioni di crescita e sicuramente dinamismi e passaggio generazionale che devono attrezzarle verso un mondo finanziario più evoluto. 

Bisogna uscire dall'idea di autoreferenzialità, capire che il sistema dei capitali significa un'evoluzione che porta possibilità di aggregazioni e crescita per linee esterne, vuol dire anche crescere in cultura d'impresa e vuol dire favorire l'ingresso di giovani e di managerializzazione all'interno delle imprese, questo soprattutto quando si affrontano operazioni di internazionalizzazione e apertura sul mercato internazionale.

E' un momento sui mercati di riflessione, penso che sia un momento transitorio. La scelta del mercato dei capitali è una scelta ineludibile. Ci sarà un riposizionamento dei settori strategici e una maggiore selettività delle imprese che andranno sul mercato. Ma in linea di massima, stiamo constatando che le imprese sane stanno riassorbendo le problematiche dei rincari delle materie prime, che speriamo siano in qualche modo transitori. Si pone sicuramente il problema di uscire da un concetto eccessivo di delocalizzazione e ripensamento di qual è la linea della struttura produttiva. In questo, secondo me, il sistema italiano che è un sistema molto flessibile ed elastico può avere maggior competitività rispetto a quello di altri paesi europei che sono più rigidi e paradossalmente ancora più dipendenti dall'estero. Questo è il motivo per cui l'impresa italiana deve trovare la forza di aggregarsi tra imprese italiane, anche grazie al mercato dei capitali", conclude.

De Tavonatti, ODCED: "Mercato dei capitali, servono agevolazioni fiscali e migliore regolamentazione"

VIDEO-De Tavonatti, ODCED : "Mercato dei Capitali, servono agevolazioni fiscali e un miglioramento culturale"
 

Michele De Tavonatti, Presidente ODCED di Brescia, ha sottolineato: "Secondo Assonime, negli Stati Uniti sono stati raccolti 850 miliardi di dollari tra IPO e aumenti di capitali, in Europa 200, di cui solo 6 miliardi in Italia. Un’inezia per un paese come il nostro. La capitalizzazione di borsa sul PIL nel 2020 ha pesato solo per il 27%. Se andiamo a vedere numero delle quotate rapportato al numero abitanti è diminuito rispetto al '97. Costi di gestione della quotazione e costi di abbrivio troppo alti: questa è la critica dell’imprenditoria verso il mercato dei capitali".

Ha poi aggiunto ai microfoni de Il Giornale d'Italia:

"Secondo Assonomine l’Italia è il fanalino di coda in termine di raccolta dei Mercato di Capitali. La mia citazione vuole essere una provocazione affinché si superi questo gap. A partire da questo convegno di BPER, si deve iniziare a formare la crescita culturale degli operatori per l'approccio al merceto dei capitali: dagli imprenditori ai consulenti. C’è la questione della regolamentazione meno armoniosa rispetto allo scenario europeo e internazionale, che va risolta".

La ricetta per superare questo gap, secondo De Tavonatti: "Agevolazioni fiscali, miglioramento culturale e una migliore regolamentazione"

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