18 Febbraio 2026
L'interscambio economico tra l'Italia e la regione dei Balcani Occidentali sta attraversando una fase di espansione significativa. Tra gennaio e novembre 2025, le esportazioni italiane hanno registrato un incremento dell'1,4%, raggiungendo un valore di 6,1 miliardi di euro. Guardando ai flussi bilaterali complessivi con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, la cifra tocca i 10 miliardi di euro, segnando una crescita del 3,2% rispetto al periodo precedente. Questi dati confermano il ruolo centrale del Made in Italy nell'area, nonostante le sfide globali del settore export.
Le prospettive di crescita sono alimentate da imponenti progetti infrastrutturali sostenuti dall'Unione Europea attraverso il Programma Quadro per gli investimenti e il Meccanismo per collegare l’Europa, con il supporto finanziario di Bei e Bers. Al centro di questa strategia si colloca il Corridoio VIII, un'opera fondamentale progettata per unire il Mar Adriatico al Mar Nero. Recentemente, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato a Tirana per la seconda riunione ministeriale dedicata a questo tema, sottolineando l'importanza diplomatica e industriale dell'iniziativa.
L'ambizioso progetto prevede la creazione di un'arteria di trasporto integrata composta da 1.300 chilometri di binari e 960 chilometri di strade. Il percorso connetterà direttamente i porti pugliesi di Bari e Brindisi con lo scalo albanese di Durazzo, proseguendo per Tirana e attraversando la Macedonia del Nord via Skopje, fino a raggiungere i porti bulgari di Burgas e Varna sul Mar Nero. Grazie all'impulso del governo italiano, nel dicembre 2023 il tracciato è stato ufficialmente integrato nelle Reti Ten-T dell'Unione Europea, il sistema di infrastrutture chiave per la competitività e la libera circolazione nel mercato unico.
L'importanza del Corridoio VIII trascende il solo ambito economico. Oltre a colmare lo storico vuoto di collegamenti tra i due mari, l'infrastruttura riveste un ruolo cruciale nella logistica e nella mobilità militare, tanto da essere stata inclusa dalla Nato tra le infrastrutture critiche dell'Alleanza Atlantica nel febbraio scorso. L'opera agisce come un catalizzatore per la stabilità e la prosperità dei Balcani, favorendo una più stretta integrazione con l'Europa e consolidando la posizione delle numerose aziende italiane già attive stabilmente nella regione.
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