Martedì, 09 Agosto 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Taiwan, Pechino: "Impediremo la separazione ad ogni costo". Giappone: "Stop esercitazioni"

E così Pechino replica: "Impediremo la separazione di Taiwan", mentre il Giappone chiede lo stop delle esercitazioni. Il governo cinese convoca l'ambasciatore giapponese

05 Agosto 2022

Ucraina, Xi Jinping contro le sanzioni alla Russia: "Preservare pace globale"
Taiwan, le esercitazioni stanno creando disordini diplomatici su larga scala, dopo che il segretario di stato americano   Anthony Blinken, intervenuto all' East Asia  summit in   Cambogia  ha dichiarato che   Pechino  sta palesemente provocando la reazione di Taiwan a seguito della visita della speaker della Camera dei rappresentanti,   Nancy Pelosi.

Blinken e Kishida: "Chiesto lo stop delle esercitazioni"

Blinken  inoltre ritiene che l'esercitazione militare nello stretto siano un tentativo di intimidire non soltanto   Taiwan, ma anche i vicini e alleati dell'isola. L'atteggiamento degli Stati Uniti è stato quello di voler calmare le acque e continuare ad essere a fianco degli alleati e partner commerciali. Infatti proprio Taiwan in tessera rapporti economici e commerciali con gli Stati Uniti soprattutto per quanto concerne la produzione di chip e microprocessori. Ma le esercitazioni militari, che non sono le prime condotte da Pechino nel mare di Taiwan, sono state provocaterie nella misura in cui   Nancy Pelosi  ha deciso di spostare l'agenda e collocare la sua visita nell'isola separatista cinese proprio durante i preparativi militari di Pechino.
Al fianco del presidente degli   Stati Uniti  si è unito il premier giapponese Kishina che chiede lo stop dell'esercitazione militari e l'immediata cancellazione di queste. L'idea di fare una dichiarazione simile è venuta dopo aver ricevuto   Nancy Pelosi: "Abbiamo chiesto l'immediata cancellazione delle esercitazioni militari che sono un grave problema per la nostra sicurezza nazionale e la sicurezza dei nostri cittadini".
Come si possa ritenere un esercitazione militare di un paese sovrano un problema per la sicurezza nazionale di uno Stato estero riconosciuto come il   Giappone, possono saperlo soltanto   Fumio Kishida  e   Nancy Pelosi.
L'ambasciatore giapponese a Pechino, Hideo Tarumi, è stato convocato "con urgenza" al ministero degli Esteri cinese per protestare contro la posizione del Giappone rispetto alla questione di Taiwan in seguito al comunicato dei Paesi del G7

Pechino: "Impediremo il distacco di Taiwan con ogni mezzo"

L'isola separatista, nel suo disegno di ridimensionamento democratico e di distacco da Pechino avrà la strada ancora più ripida da percorrere, ma la visita di Nancy Pelosi ha realmente scritto gli animi di Pechino e questo dà ragione ad una certa parte dell'intelligenza americana che non voleva lo spostamento dell'agenda della speaker della Camera.
Le dichiarazioni di Pechino sono state fortissime: "Impediremo al paese di dividersi con la più forte determinazione, usando tutti i mezzi ad ogni costo. La visita di Pelosi a Taiwan è una palese e manipolazione politica e un evidente e grave violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Cina". Queste parole sono state proferite dal viceministro degli Esteri cinese Deng Lee, che ieri ha convocato tutti gli ambasciatori europei per protestare contro le dichiarazioni rilasciate dal G7 e Unione Europea sulla Maxi esercitazione militare che Pechino sta conducendo intorno a Taiwan: "In risposta alla collisione tra Stati Uniti e Taiwan, il contrattacco della Cina è naturale".

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x