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MPS, parte il risiko bancario: aperte le trattative per la fusione

Il cda di Piazza Gae Aulenti dice sì all'apertura delle trattative con il Mef in vista dell’acquisizione di una parte degli asset del gruppo. Andrea Orcel: "Sono sempre stato chiaro sul ruolo che l'M&A potrebbe giocare come potenziale acceleratore in grado di migliorare i nostri risultati strategici".

29 Luglio 2021

MPS, parte il risko bancario: aperte le trattative per la fusione

Fonte: Pixabay

UniCredit e il Ministero dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana (MEF), nella sua qualità di azionista di maggioranza di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (MPS), hanno iniziato le trattativa in vista dell’eventuale acquisizione di una parte degli asset proprio del gruppo Mps. A tal fine, sono state avviate interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione.

MPS, parte il risko bancario: aperte le trattative per la fusione

Una potenziale operazione permetterebbe al Gruppo di accelerare i piani di crescita organica e agevolare il raggiungimento di ritorni sostenibili superiori al costo del capitale. MPS potrebbe contribuire, subordinatamente alla definizione del perimetro dell’operazione, circa 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di euro di depositi della clientela, 62 miliardi di masse in gestione e 42 miliardi di masse in amministrazione.

L’operazione permetterebbe al Gruppo di rafforzare il posizionamento competitivo in Italia e in particolare nel Centro-Nord, dove si trova il 77% degli sportelli di MPS, contribuendo fra l’altro a una crescita della quota di mercato in Toscana di 17 punti percentuali, in Lombardia e in Emilia Romagna di 4 punti percentuali e in Veneto di 8 punti percentuali.

Tale operazione porterebbe inoltre un incremento rilevante della profittabilità prospettica, preservando al contempo la posizione di capitale e migliorando la qualità dell’attivo e il profilo di rischio del Gruppo su base pro forma. Qualsiasi potenziale operazione avverrebbe nell’ambito dell’esistente focalizzazione da parte del Gruppo su liberazione del valore interno che rimane e rimarrà una priorità.

L’operazione allo studio sarà subordinata al positivo esito della verifica della sussistenza dei presupposti essenziali dell’operazione, della due diligence legale, patrimoniale, fiscale, contabile e industriale, e delle interlocuzioni con il MEF e MPS finalizzate ad addivenire a una più puntuale definizione della struttura, dei termini e del perimetro dell’operazione, nonché alla successiva definizione dei relativi accordi vincolanti. A seguito dell’annuncio in data 29 luglio 2021, UniCredit concorderà con MPS l’accesso a una virtual data room dedicata per lo svolgimento dell’attività di due diligence.

Andrea Orcel: "Elementi per decidere se procedere"

"Liberare l'enorme valore che UniCredit ha al suo interno continua ad essere la nostra priorità", ha dichiarato Andrea Orcel, Amministratore Delegato del Gruppo UniCredit. Tuttavia, sono sempre stato chiaro sul ruolo che l'M&A potrebbe giocare come potenziale acceleratore in grado di migliorare i nostri risultati strategici, sempre nel pieno rispetto dell’interesse dei nostri azionisti".

"L’accordo con il governo italiano su alcuni requisiti, ovvero la neutralità in termini di capitale, un accrescimento significativo dell’utile per azione, la protezione dai contenziosi legali e l'esclusione dei crediti deteriorati da qualsiasi transazione, relativamente alla potenziale acquisizione di alcun attività di Banca Monte dei Paschi di Siena ha costituito per noi la base
per entrare in un periodo esclusivo di due diligence e negoziazione", continua Orcel.

Infine: "Durante il periodo di due diligence eseguiremo analisi dettagliate e verificheremo se saremo in grado di definire una transazione che possa soddisfare i parametri concordati. Allora, e solo allora, avremo gli elementi per decidere se procedere".

UniCredit, Banco Bpm

All'orizzonte rimane inoltre la questione dell'ingresso di banco Bpm nella trattativa, che per ora sembra in attesa di una risposta dell'amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel. Banco Bpm è una delle creature più misteriose di questa nuova fase di fusioni. A oggi ogni tentativo di fusione paritetica (o meglio ancora, maggioritaria) è finita in un fallimento.

Continua a rimanere sul tavolo la possibilità di un'unione con UniCredit sulla questione Mps, ma con la notizia dell'offerta sembra lontana la possibilità di ritorno di Bpm nei giochi. In fondo, l'amministratore delegato di banco Bpm Giuseppe Castagna sarebbe disposto a mettersi da parte o ridimensionare il proprio ruolo come accaduto anche nel caso della fusione tra Intesa e Ubi? Nell'ipotesi "spezzatino" che vedeva i gruppi dividersi le parti di Mps, sicuramente la mossa di UniCredit di affrancarsi la fetta migliore della torta potrebbe non essere accolta bene da Banco Bpm, così come da Bper banca, tutti coinvolti nel gioco della spartizione della banca senese. 

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