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Green pass, per Bassetti "così non serve a niente, meglio congelarlo"

L'immunologo boccia la certificazione verde: "Così diventa un tamponificio"

12 Ottobre 2021

Mascherina al ristorante, Bassetti dice no: "Obbligo ridicolo e pericoloso"

Fonte: lapresse.it

Se il premier Mario Draghi pensava di fare cosa giusta estendendo il più possibile l'obbligo di Green pass, ora arriva la bocciatura di uno dei suoi sostenitori, l'immunologo Matteo Bassetti. Per l'esperto il Green pass "così non serve a niente, è meglio congelarlo": queste solo alcune delle parole con cui il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova descrive le nuove restrizioni, che rischiano di creare un sistema assurdo e contraddittorio.

Green pass così "diventa un tamponificio"

Matteo Bassetti non nasconde i suoi dubbi sulla certificazione verde, che dal prossimo 15 ottobre diventa ufficialmente obbligatoria anche per il lavoro. Una scelta, quella del Governo a guida Draghi, che non ha certo smesso di sollevare polemiche su contraddizioni e casi specifici ignorati dalle misure.

"C'è una parte significativa di persone che non si vaccinerà. Forse occorre pensare ad un Green pass diverso, alla francese, in cui è previsto solo per i vaccinati o i guariti, oppure così non serve", commenta l'immunologo. "Meglio allora congelarlo per i luoghi di lavoro e ripartire tra un po' di tempo. Un conto è usare il certificato verde al ristorante, al teatro o allo stadio, ma per entrare a lavoro è diverso".

"Secondo me a questo punto è meglio che si decida per l'obbligo vaccinale perché così diventa un tamponificio", fa notare Bassetti, in riferimento al fatto che per i non vaccinati l'obbligo di Green pass rischia di diventare un calvario. "L'unico modo per avere la sicurezza, confessa l'immunologo, è fare un tampone il giorno stesso. Presentare il risultato 2-3 giorni dopo non è la stessa cosa e aumentano i rischi".

"Il Green pass va rivisto perché così è fatto male"

Per il direttore del Dipartimento Malattie Infettive di Genova "la richiesta di prolungare a 72 ore la validità dei test per il Green pass rischia di far diventare questo strumento inutile". "Si deciderà magari che va bene un tampone una volta alla settimana", spiega. "Come al solito abbiamo fatto il Green pass all'italiana, mentre andava fatto alla francese: lo ottieni se ti vaccini, se hai fatto la malattia o se hai problematiche vere. Così davvero non ha nessun senso, continuare sarà solo un disastro perché non sappiamo fare 10-12 milioni di tamponi a settimana" "Il sistema rischia di andare in crisi, conclude, il Green pass va rivisto perché così è fatto male".
 

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