Sabato, 27 Febbraio 2021

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Benedetto Croce

Scuola, manifestazione al Liceo Classico Tito Livio, gli studenti: "In classe c'è il nostro futuro"

Le parole di Giorgio Galanti, Preside del Liceo Classico Statale Tito Livio di Milano a Il Giornale d'Italia

Di Carola Desimio

15 Gennaio 2021

Scuola, manifestazione al Liceo Classico Tito Livio, gli studenti: "In classe c'è il nostro futuro"

Liceo Classico Tito Livio, manifestazione scuola

Scuola, manifestazione al Liceo Classico Tito Livio, gli studenti: "In classe c'è il nostro futuro"

Continua il disperato appello degli studenti che attraverso manifestazioni, striscioni e raduni chiedono un'unica cosa: il ritorno a scuola in sicurezza. "In classe c'è il nostro futuro" si legge sugli striscioni che i ragazzi del Liceo Classico Statale Tito Livio di Milano hanno affisso alle mura. Ed è un furto quello di cui sono vittima questi ragazzi, un gravissimo furto che riguarda il futuro di un’intera generazione di studenti che, a causa dell’emergenza Covid-19 , ha dovuto non solo fronteggiare la pandemia ma anche fare a meno della scuola. Un urlo concitato e sommesso il loro, che penetra nelle coscienze di tutti noi e culmina nell’impotenza.

Scuola, ritornare tra i banchi in sicurezza. Il Preside Galanti: "Dad inefficace dal punto di vista cognitivo e relazionale "

"La scuola per imparare a vivere" afferma il Preside Giorgio Galanti a Il Giornale d'Italia, sottolineando l'assoluta importanza del contesto scolastico non solo nella formazione culturale dei ragazzi ma anche in quella emozionale e relazionale.

"La Dad ha rappresentato un 30/40% della programmazione che si sarebbe potuta fare in presenza e, dal punto di vista dell’apprendimento, ha avuto evidentemente impatti notevoli"- continua il Preside - Ma altrettanto notevoli sono gli impatti sulla sfera emozionale e relazionale dei ragazzi, che sentono la necessità di sentirsi parte della classe, elemento fondamentale nella crescita emotiva ed affettiva degli studenti. Purtroppo tutto questo non risulta possibile su Zoom o su Messanger".

"Ritengo, tuttavia, sia inutile mettere il carro avanti ai buoi e immaginare quali potrebbero essere gli esiti della Dad a lungo termine, penso che occorra fare i conti con gli studenti. In quelle che oggi sono le macerie della scuola devono esserci i perni per la ricostruzione della scuola del domani, che non potrà essere come quella di prima. Una costruzione che deve essere fatta insieme agli studenti. Io, il Preside, e tutti gli insegnanti non siamo più dall’altra parte della barricata come quando si occupavano le scuole nel 68. Siamo dalla stessa parte dei ragazzi e vogliamo costruire insieme a loro qualcosa di sensato che dia risultati cognitivi ma anche affettivi e relazionali a questi ragazzi. Si tratta di una co-costruzione in cui dobbiamo essere in grado di ascoltare gli studenti e costruire con loro la scuola del domani".

"Non possiamo più pensare di pontificare, considerando anche le scarse competenze che abbiamo all’interno dei nostri ministeri. C’è bisogno di una riforma della scuola che sia al passo con la società che sta cambiando, dobbiamo essere lungimiranti e costruirla insieme con quella prerogativa che deve avere la pedagogia di guardare oltre la tecnologia. Dobbiamo assicurare una scuola che abbia caratteristiche adeguate non solo sul piano educativo e cognitivo, ma anche su quello della crescita umana. La scuola per imparare a vivere".

 "Per quanto riguarda l’operato del governo, ritengo sia facile criticare in tempi come questi. Ma credo che il governo avrebbe sicuramento potuto ascoltarci di più. Tuttavia, ci si è dedicati maggiormente a conflittualità di altro genere, più politiche che educative. I ragazzi e le loro esigenze sono stati dimenticati e hanno effettuato dei tagli e delle chiusure dove era più semplice, ma la scuola non è un costo".

"Attraverso questa manifestazione gli studenti chiedono il ritorno a scuola in sicurezza, si rendono conto della situazione ma vogliono ritornare tra i banchi di scuola. Ed è un paradosso se ci pensiamo, ai nostri tempi si lottava per non andare a scuola mentre adesso loro vogliono tornarci. Hanno dunque dimostrato di aver acquisito tutta la consapevolezza e il valore della scuola" conclude Galanti.

Scuola, occupazione al Liceo Tito Livio di Milano. Gli studenti: "La Dad non è un metodo di apprendimento, vogliamo tornare a scuola"

Ma cosa sta accadendo in queste ore? E’ Alice a spiegarlo, una studentessa del Liceo Classico Tito Livio che, come i suoi compagni, chiede un ritorno a scuola imminente e sicuro.

“Oggi alle 10 un gruppo di studenti e studentesse del Tito Livio hanno deciso di occupare il cortile della scuola, siamo ancora qui" afferma Alice a Il Giornale d'Italia. "Abbiamo chiamato un presidio alle 14.30 quindi adesso sono accorsi altri studenti, non solo della nostra scuola. Abbiamo fatto un’assemblea in cui abbiamo discusso la situazione attuale della scuola e soprattutto ci siamo confrontati su cosa vogliamo proporre e cosa vogliamo che cambi per garantire un rientro imminente e in sicurezza. Dal confronto è emerso un elaborato scritto insieme che raccoglie le problematiche, le criticità e le richieste di cambiamento. Il messaggio che teniamo a far passare è che la didattica a distanza non è un metodo di apprendimento e non funziona. È necessario tornare in presenza, noi studenti chiediamo di tornare in presenza con un sistema sicuro ed efficace per quanto riguarda il contenimento dei contagi. La scuola deve essere considerata come una priorità".

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