12 Febbraio 2026
Paolo Scaroni, Presidente di Enel, è intervenuto sul palco della Corporate Governance Conference organizzato da Assonime insieme a OECD con la collaborazione di Borsa Italiana.
Finché un Paese non riduce la propria dipendenza dall’estero per petrolio e gas, resta esposto e vulnerabile anche dal punto di vista geopolitico. Su questo fronte l’Italia sta lavorando attivamente per rafforzare la propria sicurezza energetica.
Per quanto riguarda Enel, invece, il tema dei rapporti geopolitici ha un impatto diverso. Dal punto di vista dei fornitori e della presenza internazionale del Gruppo, la dimensione geopolitica non rappresenta un elemento critico diretto. Tuttavia, Enel segue con grande attenzione l’evoluzione degli scenari politici globali. Il settore elettrico, infatti, è strettamente connesso alle dinamiche dei singoli Paesi: politiche energetiche, regolazione, orientamenti dei governi e cambiamenti normativi incidono direttamente sull’attività dell’azienda.
Per questo motivo Enel ha inserito in modo strutturato il tema della geopolitica nei propri sistemi di analisi del rischio, anche alla luce di quanto indicato dal Global Risks Report del World Economic Forum, che individua nella “geoeconomic confrontation” – cioè sanzioni, dazi e controlli sugli investimenti – il rischio più probabile di innescare una crisi globale nel 2026. Il Gruppo ha quindi sviluppato un sistema di monitoraggio basato su flussi informativi e metriche dedicate, con l’obiettivo di mettere il management e il Consiglio di Amministrazione nelle condizioni di valutare in modo consapevole sia i rischi sia le eventuali opportunità derivanti dai cambiamenti geopolitici. Le trasformazioni in atto, infatti, possono anche aprire nuove possibilità di investimento.
Un ulteriore tema riguarda le prospettive della corporate governance italiana ed europea in un contesto globale in evoluzione, in cui alcuni osservatori ritengono che le due sponde dell’Atlantico si stiano progressivamente allontanando. In questo scenario, secondo Enel, è fondamentale mantenere un sistema di governance comprensibile e coerente con le aspettative degli investitori internazionali.
Nel caso di Enel, gli investitori nordamericani rappresentano una componente rilevante dell’azionariato. Di conseguenza, la governance societaria deve restare allineata ai principi e alle regole che questi investitori considerano fondamentali nelle loro decisioni di investimento. Quando in Europa si introducono nuove regole di soft law in materia di governance, è quindi opportuno valutarne attentamente la necessità e verificare se esistano standard analoghi nei mercati di riferimento degli investitori principali. Un’eccessiva divergenza potrebbe infatti rendere meno attrattive le aziende europee per i capitali internazionali.
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