12 Febbraio 2026
Bernardo Giorgio Mattarella, professore di Diritto Amministrativo all’Università Luiss, è stato intervistato da Il Giornale d’Italia in occasione della presentazione del libro Governare le fragilità, di cui è coautore insieme a Roberto Garofoli. Nell’intervista ha messo in luce come il calo demografico abbia connessioni con campi come il sistema della previdenza e quello sanitario.
Da dove nasce l'idea di questo libro?
Il libro nasce originariamente dall’idea di scrivere un testo sul sistema amministrativo italiano, in particolare sul sistema amministrativo statale. Però, dato che questa idea l’abbiamo coltivata per alcuni anni e in questi anni ci sono stati fattori di cambiamento enormi, dalla pandemia, alla situazione bellica in Ucraina, alla crisi energetica conseguente, insomma, fattori importanti di evoluzione che hanno modificato il contesto in cui operano le pubbliche amministrazioni, abbiamo un po’ corretto il tiro. Abbiamo pensato di occuparci innanzitutto di questo contesto e quindi di come cambiano le funzioni delle amministrazioni: laddove emergono nuove funzioni, emergono anche nuove esigenze per le amministrazioni dello Stato. Per questo ci siamo posti anche il problema dell’adeguatezza delle strutture amministrative rispetto a questo contesto cambiato e alle funzioni che variano.
Quali sono le principali fragilità del nostro Paese e come possiamo governarle?
Le fragilità sono tante, è difficile dire quali siano le principali. Una fragilità che ha impressionato noi autori fin dal principio è il calo demografico: oggi nascono circa il 35% di bambini in meno di quelli che nascevano 15 anni fa. Quindi abbiamo un calo demografico molto netto che si collega naturalmente a tanti altri problemi, dal settore sanitario al settore della previdenza, dal settore dell'immigrazione, al settore scolastico, perché significa avere meno bambini che vanno a scuola, che proseguono gli studi e quindi meno personale qualificato nel mondo del lavoro. Ecco, questo è un problema che non necessariamente si risolve, perché è una tendenza storica che riguarda tanti Paesi e quindi va governato, appunto, va affrontato con una strategia complessiva che tenga conto appunto di questi diversi aspetti del problema.
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