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Massolo (Mundys): "Infrastrutture strategiche in crescita; focus su investimenti e sviluppo; governance con profilo internazionale"

Il Presidente di Mundys è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della Corporate Governance Conference organizzata da Assonime e OECD, con la collaborazione di Borsa Italiana

12 Febbraio 2026

Giampiero Massolo, Presidente di Mundys, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della Corporate Governance Conference organizzata da Assonime e OECD, con la collaborazione di Borsa Italiana.

Come sta cambiando all'interno di Mundys il rapporto tra governance e intelligenza artificiale?

Per la mia società ma in generale per tutte le società, abbiamo a che fare con la sfida di un mondo in cambiamento, senza più punti di riferimento, senza una potenza regolatrice dove ormai il connotato della sicurezza fa premio su quello della convenienza. È chiaro che da questo punto di vista le aziende si devono adeguare, devono essere consapevoli dei rischi, devono sviluppare al proprio interno le funzioni necessarie a livello di board, le competenze necessarie. È un compito di consapevolezza crescente, non facile, ma assolutamente vitale per lo sviluppo ordinato delle attività economiche.

Ha visto che tutti i titoli del risparmio gestito sono crollati in borsa, forse proprio a causa dell'intelligenza artificiale?

Sono fenomeni ciclici, io non mi soffermerei tanto sull'episodio, guarderei alle tendenze. L'intelligenza artificiale è ancora abbastanza imperscrutabile nelle sue vere e proprie conseguenze, che siano in termini di occupazione, che siano in termini di gestione, per l'appunto. Però credo sia prematuro saltare le conclusioni.


Intervento sul palco: 

Ho passato anni a cercare di far capire alle persone che ciò che accade oltre il proprio piccolo mondo, come il cibo confinato di Tarvisio, ha due aspetti concreti: il valore degli euro in tasca e la sicurezza di girare la chiave nella toppa quando torni a casa la sera. Eppure, inizialmente, queste osservazioni non interessavano a nessuno. Poi, con gli sviluppi internazionali, la geopolitica è diventata un tema di discussione diffuso: se ne parla nei bar e nei media, e siamo passati da un livello di totale inconsapevolezza a uno di consapevolezza. Sappiamo che esistono minacce, ma spesso fatichiamo a collegarle tra loro.

Questa dinamica si riflette anche nelle mie esperienze aziendali. Quando si valuta un investimento in un Paese come il Brasile, ci si concentra sui rischi specifici dell’investimento, mentre raramente si considera il contesto geopolitico globale, che invece influenza profondamente i mercati e le scelte strategiche.

La prima conclusione è che dobbiamo evitare di semplificare eccessivamente e affrontare la complessità invece di scomporla. La seconda riguarda la responsabilità: il rischio geopolitico è sistemico e può essere gestito solo con un approccio top-down. Se la leadership non ne è consapevole, difficilmente il management sottostante agirà in modo adeguato. Ho visto lo stesso fenomeno con i bilanci di sostenibilità: inizialmente erano percepiti come un adempimento formale, ma con la consapevolezza acquisita dai vertici sono diventati strumenti concreti per decisioni di credito e strategie aziendali.

Perché questo approccio funzioni, sono necessarie due cose: competenze adeguate e strutture aziendali in grado di integrarle. Le funzioni tradizionali non bastano più; servono nuovi ruoli che possano monitorare rischi geopolitici, mercati, catene di fornitura e vulnerabilità critiche. L’esperienza insegna che i governi utilizzano sempre più gli strumenti economici per obiettivi geopolitici, e ciò comporta che sicurezza e convenienza economica non coincidano necessariamente: le aziende non possono ignorarlo.

Infine, bisogna riconoscere la soggettività politica: le decisioni geopolitiche influenzano direttamente le nostre scelte aziendali. Non si tratta solo di agire nei corridoi delle istituzioni, ma di comprendere e gestire le implicazioni delle politiche estere sui nostri investimenti.

In aziende come Miles, che gestiscono concessioni aeroportuali o autostradali, il rischio regolatorio e politico è ormai intrinseco all’attività. Per questo motivo, in ambito accademico, abbiamo collaborato con LUISS alla creazione di un osservatorio sul rischio geopolitico, con l’obiettivo di quantificare sistematicamente l’impatto delle decisioni politiche di singoli Paesi sul sistema Italia e sulle aziende operanti in settori strategici.

 

Giampiero Massolo 

Giampiero Massolo è il Presidente di Mundys. Nato nel 1954, è un diplomatico di carriera con una lunga esperienza nelle istituzioni italiane e nel settore industriale. Entrato al Ministero degli Affari Esteri nel 1977, ha ricoperto incarichi di rilievo tra cui Segretario Generale della Farnesina. Dal 2012 al 2016 è stato Direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), coordinando i servizi di intelligence italiani. Successivamente ha guidato Fincantieri come Presidente dal 2016 al 2022. Nel corso della sua carriera ha maturato competenze nei rapporti internazionali, nella sicurezza e nella governance di grandi gruppi industriali. Alla guida di Mundys, holding infrastrutturale attiva nei settori autostradale e aeroportuale, porta un profilo istituzionale e internazionale consolidato.

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