18 Febbraio 2026
Dozzine di pecore morte bruciate vive in una fattoria nel villaggio di as-Samu, a sud di Hebron, nella Cisgiordania meridionale occupata: è l'ultimo drammatico episodio registratosi ieri, 17 febbraio, contro i palestinesi e che, secondo media locali, potrebbe trattarsi di un nuovo atto terroristico compiuto dai coloni israeliani. I dubbi sulla natura della strage del gregge però rimangono: la polizia israeliana ha infatti subito ricondotto la causa dell'"incidente" ad un "guasto elettrico" che, in un secondo momento, ha generato l'incendio mortale.
Immagini scioccanti sono quelle che stanno girando, in queste ore, sui social dopo che decine di pecore sono state ritrovate morte carbonizzate dentro il recinto di un fienile palestinese. L'episodio è accaduto a sud della Cisgiordania occupata, nel piccolo villaggio di as-Samu, ed è stato attribuito dai media palestinesi alla violenza indiscriminata degli israeliani in quei territori. Non è, infatti, la prima volta che i terroristi israeliani si accaniscono impunemente sulle comunità palestinesi dell'area facendo irruzione in fattorie e proprietà private.
Dopo l'accusa rivolta dai media locali, la polizia israeliana però ha messo le mani avanti respingendo ogni responsabilità di quanto accaduto. "Questo non è un atto con sfondo criminale o nazionalistico" ha detto la portavoce della polizia al termine delle indagini. Sulla scena del crimine infatti si sono recati investigatori dell'Unità incendi della Polizia, e una squadra di periti antincendio del Dipartimento Vigili del Fuoco e del Distretto di Giudea e Samaria. Sulla base delle valutazioni fornite e della ricostruzione fatta, gli inquirenti hanno confermato la natura "accidentale" dell'incendio: un guasto elettrico avrebbe fatto prendere fuoco ai teli di copertura del recinto delle pecore provocandone la successiva morte.
La natura dell'episodio però continua a far discutere. Come documentato da testate locali, sempre ad as-Samu i coloni israeliani avevano, in diverse occasioni, compiuto violenze, in particolare contro la famiglia Daramin, facendo irruzione nella loro proprietà e macellando il bestiame.
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