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"Bombardamenti Uk su Dresda 1945 in 2 ondate per massimizzare vittime, attirando in città i soccorsi", il VIDEO della rivelazione di Irving

Lo storico David Irving sostiene che l’intervallo tra le due ondate su Dresda fu pianificato per amplificare incendi e colpire anche i soccorsi. Dibattito riaperto

18 Febbraio 2026

Lo storico britannico David Irving, negli anni '90, ha smascherato la brutale strategia inglese dei bombardamenti sulla città tedesca di Dresda, fra il 13 e il 15 febbraio 1945, agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale. L'accademico ha infatti dichiarato che i vertici della Royal Air Force avevano deciso a priori un attacco aereo basato su due ondate. Una strategia pensata appositamente per "massimizzare il numero di vittime", dato che dopo il primo raid le squadre dei soccorsi si sarebbero riversate in città.

"Bombardamenti Uk su Dresda 1945 in 2 ondate per massimizzare vittime, attirando in città i soccorsi", il VIDEO della rivelazione di Irving

"Abbiamo aspettato due ore tra un attacco e l’altro per due ragioni precise: permettere al fuoco di dilagare e attirare in città squadre di soccorso e ambulanze, così da colpirle con una seconda ondata ancora più massiccia". A sostenerlo è lo storico britannico David Irving, intervenendo sul bombardamento di Dresda del 13 febbraio 1945.

Quella sera la prima delle due ondate di bombardieri Lancaster della Royal Air Force fece rotta sulla città sassone, allora affollata anche da profughi in fuga dall’Armata Rossa. Dopo il primo attacco, trascorsero circa due ore prima del secondo. Secondo Irving, l’intervallo non fu casuale ma pianificato per amplificare gli effetti distruttivi e coinvolgere anche i soccorritori accorsi dalle località vicine.

"Non è un’ipotesi fantastica, è scritto negli ordini operativi", afferma lo storico, descrivendo ufficiali che avrebbero studiato "il modo più efficace per uccidere il maggior numero di civili". Le sue parole riaprono una delle pagine più controverse della Seconda Guerra Mondiale.

Il bombardamento di Dresda resta oggetto di dibattito tra gli studiosi: le stime sulle vittime variano e le interpretazioni divergono sulle finalità strategiche dell’operazione alleata, avvenuta nelle ultime fasi del conflitto. Se per alcuni fu un’azione militare mirata a colpire infrastrutture e linee di comunicazione, per altri rappresentò un attacco sproporzionato su un centro urbano densamente popolato.

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