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Gaza, 4000 palestinesi nel campo di al-Taawun vivono tra rifiuti, topi, e ordigni inesplosi: infezione da scabbia diffusa - VIDEO

Le famiglie dei palestinesi sopravvissuti al genocidio chiedono soltanto uno spazio pulito dove poter vivere con dignità

16 Febbraio 2026

Nel campo di al-Taawun, nel centro di Gaza City, oltre 4.000 palestinesi sopravvivono su una distesa di immondizia, senza acqua corrente né servizi igienici, circondati da topi, cani randagi troppo spesso ammalati e affamati, e persino ordigni inesplosi. Tra le conseguenze più gravi c’è la diffusione della scabbia, che colpisce adulti e bambini in un contesto sanitario ormai al collasso

Gaza, 4000 palestinesi nel campo di al-Taawun vivono tra rifiuti, topi, e ordigni inesplosi: infezione da scabbia diffusa - VIDEO

Il campo sorge tra lo stadio Yarmouk e via al-Sahaba. Qui 765 famiglie hanno montato rifugi di fortuna sopra e accanto a una gigantesca discarica di rifiuti solidi. Sacchi di plastica, resti organici e liquami formano colline maleodoranti su cui bambini e anziani trascorrono le giornate.  Nella sola città si accumulano oltre 350.000 tonnellate di rifiuti solidi. La distruzione di mezzi e infrastrutture, la carenza di carburante e l’impossibilità di accedere alla principale discarica hanno paralizzato la gestione dei rifiuti. Le discariche improvvisate, come quella di al-Taawun, sono diventate l’unica soluzione per migliaia di sfollati. Fayez al-Jadi, padre sfollato ripetutamente dall’inizio del conflitto, racconta ad al-Jazeera una quotidianità segnata dall’umiliazione e dalla paura. "I topi rosicchiano le tende e ci passano sul viso mentre dormiamo", dice. Sua figlia di 18 mesi soffre di continui disturbi intestinali e malnutrizione. L’uomo non chiede privilegi, ma pochi metri di terreno pulito dove poter crescere i figli:"Vogliamo vivere come esseri umani".

Senza reti fognarie né acqua potabile, la situazione sanitaria è precipitata e le infezioni cutanee si sono moltiplicate. La scabbia si è diffusa rapidamente tra gli abitanti del campo. Fares Jamal Sobh, sei mesi, piange per il prurito che gli ricopre il corpo di eruzioni rosse. "Non dorme la notte", spiega la madre. "Lo troviamo coperto di insetti. Le medicine non servono se viviamo nella spazzatura". Anche Um Hamza, che assiste un marito cieco e un figlio asmatico, descrive una condizione ormai insostenibile. "Mia figlia è piena di scabbia e le pomate non hanno funzionato", racconta. Gli ospedali della città, sopraffatti e privi di farmaci, non riescono a garantire cure adeguate. Le prescrizioni restano spesso carta inutile, perché i medicinali sono introvabili.

Ai rischi sanitari si aggiunge il pericolo delle munizioni inesplose. Rizq Abu Laila, fuggito da Beit Lahiya, vive con la famiglia accanto a un proiettile di carro armato rimasto tra i sacchi di immondizia. "È qui vicino alle tende e potrebbe esplodere con il caldo", afferma indicando l’ordigno. Di notte, branchi di cani randagi si aggirano tra i rifugi. "Sbattono contro il telo della tenda. Restiamo svegli per tenerli lontani". Um Hamza confessa che spesso il pane viene consumato anche dopo essere stato contaminato dai roditori: "Chiediamo solo un posto migliore, lontano dai rifiuti".

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