16 Febbraio 2026
Nuovi violenti scontri si sono verificati nella città israeliana di Bney Brak, ad est di Tel Aviv, dopo che un gruppo di ebrei Haredi ultra-ortodossi si è riversato per le strade in segno di protesta alla coscrizione nell'Idf. Le proteste sono degenerate in scontri con la polizia israeliana e due soldatesse dell'esercito sono state inseguite e aggredite dai presenti.
Bidoni della spazzatura rovesciati, un'auto della polizia ribaltata, una motocicletta data alle fiamme: l'indignazione e l'opposizione degli ebrei ultra-ortodossi all'obbligo di servizio di leva tra le fila del genocida esercito israeliano sono esplose nuovamente ieri, domenica 15 Febbraio, a Bney Brak dove una folla di Haredi si è scontrata con le forze dell'ordine. Nel parapiglia generale, due soldatesse israeliane sono state inseguite dai manifestanti che credevano - a quanto risulta - fossero state inviate per il reclutamento.
Le donne sono state tratte in salvo dalla polizia, che ha poi provveduto a rafforzare la repressione con barriere, rinforzi armati, granate stordenti. Secondo quanto riportato dalla polizia in un comunicato, sarebbero almeno 23 le persone arrestate, mentre tre agenti sono rimasti feriti. I disordini verificatisi a Bney Brak tornano a fare luce sulle critiche e le indignazioni della comunità Haredi verso la decisione del Governo di estendere il servizio militare obbligatorio anche a loro, nonostante gli ultra-ortodossi ne siano stati a lungo esenti. La posizione di molti Haredi è chiara: l'Idf sta conducendo una "guerra" genocida a cui gli ultra-ortodossi non hanno intenzione di prendere parte.
Si tratta dell'ennesimo atto di protesta Haredi contro le politiche del Governo Netanyahu, dopo i precedenti occorsi a New York e a Gerusalemme. Il primo ministro Netanyahu ha definito le proteste come "inaccettabili": "Non permetteremo l'anarchia, e non tollereremo alcun danno ai militari dell'IDF e alle forze di sicurezza che svolgono i loro compiti con dedizione e determinazione". Anche gli stessi leader religiosi si sono dissociati dalle proteste di ieri denunciando le violenze.
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