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Jesse Jackson morto, la sua storia: dall'attivismo diritti civili e afroamericani in Usa, al legame con Martin Luther King - VIDEO

Attivista per i diritti civili e politico pionieristico, Jesse Jackson ha spezzato barriere storiche negli Usa, lasciando un’eredità di giustizia, voto e dignità umana

18 Febbraio 2026

Jesse Jackson è morto a 84 anni per le conseguenze di una grave malattia neurodegenerativa originata dall'Alzheimer. Il reverendo era noto per la sua lotta instancabile per i diritti civili e per gli afroamericani negli Stati Uniti, iniziata negli anni '60 e portata avanti fino al giorno della sua dipartita. Jackson è stato stretto collaboratore di Martin Luther King e ha corso per la presidenza americana per due volte insieme al Partito Democratico. La sua storia ha ispirato molti leader statunitensi facenti parte di minoranze, in primis l'ex presidente bis Barack Obama.

Jesse Jackson morto, la sua storia: dall'attivismo diritti civili e afroamericani in Usa, al legame con Martin Luther King

È morto all’età di 84 anni il reverendo Jesse Louis Jackson Sr., figura centrale della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti. Jackson è scomparso martedì 17 febbraio 2026 nella sua casa di Chicago, circondato dalla famiglia, dopo una lunga malattia neurologica in fase avanzata.

Nato il 8 ottobre 1941 a Greenville, Carolina del Sud, durante l’era della segregazione, Jackson si fece conoscere negli anni ’60 come protagonista della campagna per i diritti degli afroamericani accanto a Martin Luther King Jr.. Dopo l’assassinio di King nel 1968, Jackson guidò Operation PUSH, organizzazione che promuoveva uguaglianza economica e sociale, e contribuì a creare la Rainbow/PUSH Coalition, simbolo della lotta interrazziale per la giustizia.

Negli anni ’80 fece la storia con due campagne presidenziali per la nomination democratica (1984 e 1988), rompendo barriere razziali nella politica nazionale e ispirando generazioni di attivisti e futuri leader, tra cui Barack Obama. Nel corso della sua vita fu anche consulente internazionale e negoziatore in missioni diplomatiche di rilievo, ricevendo nel 2000 la Presidential Medal of Freedom, la massima onorificenza civile statunitense.

Figura complessa e carismatica, Jackson non fu immune da controversie, ma il suo impegno per il voto, l’uguaglianza economica e la dignità umana ha lasciato un’impronta indelebile. Negli ultimi anni aveva reso pubblica la sua battaglia contro la paralisi sopranucleare progressiva, una forma aggressiva di disordine neurologico.

È sopravvissuto alla moglie Jacqueline, sei figli e numerosi nipoti. In tutto il mondo si preparano omaggi e celebrazioni pubbliche per onorare la memoria di uno dei più influenti leader della lotta per i diritti umani del XX e XXI secolo.

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