18 Febbraio 2026
I rapporti fra Stati Uniti ed Israele non sono mai stati così stretti come durante l'attuale presidenza di Donald Trump: secondo l'ex ufficiale della CIA John Kiriakou, negli Usa i dati sensibili di intelligence, le campagne elettorali e le competizioni politiche - oltre che cooperazioni su più fronti, tra cui quello militare - sono sempre più permeate dall'ingerenza di Tel Aviv.
Sono queste le ultime dichiarazioni rese da John Kiriakou, giornalista, informatore ed ex agente dei servizi segreti statunitensi, ai microfoni del notiziario turco OdaTV: dichiarazioni che tornano a fare luce sull'ombra lunga israeliana negli affari interni degli Stati Uniti. "Diamo loro [agli israeliani, ndr] il 99% dei nostri segreti di difesa" ha detto Kiriakou rivolgendosi al 99% di intelligence che gli Stati Uniti condividerebbero con Israele. Il legame tra questi due Paesi è strettissimo: oltre allo spionaggio, secondo Kiriakou una potente lobby israeliana esercita potere sulla democrazia americana attraverso finanziamenti di "decine di milioni di dollari l'anno" in competizioni politiche di qualunque livello.
Secondo l'ex agente CIA, l'"amicizia" filo-israeliana è prerogativa necessaria a qualsiasi candidato interessato a fare politica: sarebbe questa, secondo Kiriakou, la strategia tramite cui si controlla il dissenso e si mantiene il controllo sociale. Ma il ragionamento di Kiriakou fa un passo ulteriore: se il 99% è già condiviso tra Stati Uniti e Israele, l'ultimo "1%" di informazioni protette è ciò che gli israeliani starebbero cercando di carpire. "L'FBI ha identificato 187 agenti del Mossad negli Stati Uniti non dichiarati dal Governo Usa, e diffusi in tutto il Paese per rubare i nostri segreti. Alzo le mani. Ho detto: "Perché? (...)". Gli israeliani non sono amici degli Usa" ha proseguito Kiriakou.
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