10 Febbraio 2026
Luca de Meo, CEO
Il gruppo francese del lusso Kering ha archiviato il 2025 con ricavi pari a 14,7 miliardi di euro, segnando un calo del 13% a cambi correnti e del 10% a cambi costanti rispetto all’esercizio precedente. Il quarto trimestre ha registrato un -9% a cambi correnti, con una flessione più contenuta del -3% a cambi costanti, evidenziando un graduale miglioramento nel corso dell’anno. Le vendite della rete retail direttamente gestita, inclusi gli e-commerce, sono diminuite dell’11% a cambi costanti, mentre il canale wholesale ha chiuso in calo del 9%.
Secondo il CEO Luca de Meo, la performance dell’anno non riflette il pieno potenziale del gruppo, ma la seconda metà del 2025 ha visto l’avvio di misure strategiche, tra cui il rafforzamento del bilancio, un rigoroso controllo dei costi e l’implementazione di scelte operative volte a preparare la crescita futura.
Il brand di punta Gucci, che genera circa il 41% dei ricavi di Kering, ha chiuso l’anno con vendite a 5,99 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto ai 7,65 miliardi del 2024. La rete retail direttamente gestita, che rappresenta il 92% del totale, ha perso il 18% a perimetro comparabile, mentre il wholesale è sceso del 34%.
Nel quarto trimestre, Gucci ha mostrato un lieve miglioramento sequenziale, con un calo del 10% a cambi costanti, e segnali positivi sono stati osservati grazie al lancio della collezione “La Famiglia” e delle nuove linee di borse. L’utile operativo ricorrente del brand ha raggiunto 966 milioni di euro, con un margine operativo ricorrente del 16,1%, in calo di 4,9 punti percentuali rispetto al 2024.
Yves Saint Laurent ha registrato ricavi per 2,64 miliardi di euro, in calo dell’8%, ma con stabilizzazione nel quarto trimestre. Il margine operativo è rimasto al 20% grazie a controlli sui costi.
Bottega Veneta ha mostrato performance più solide, con vendite a 1,7 miliardi di euro e il quarto trimestre più performante di sempre. Il margine operativo ricorrente è salito dello 0,7% al 15,6%.
La divisione Altre maison, comprendente marchi come Balenciaga e Alexander McQueen, ha contribuito con 2,9 miliardi di euro, segnando una flessione del 10% e registrando una perdita operativa ricorrente di 112 milioni rispetto ai 9 milioni di perdita nel 2024.
Il gruppo ha chiuso l’esercizio con un utile operativo ricorrente di 1,63 miliardi di euro, in calo del 33%, e un margine operativo ridotto all’11,1% dal 14,5% del 2024. L’utile netto ricorrente da attività continuative si è attestato a 532 milioni di euro, mentre il risultato netto da attività continuative, inclusi elementi straordinari, ha registrato una perdita di 29 milioni, a fronte di un utile di 1,03 miliardi nel 2024.
L’EBITDA ricorrente è sceso del 19% a 3,67 miliardi, mentre il free cash flow operativo ha raggiunto 4,4 miliardi di euro, inclusi 2,11 miliardi derivanti dalla vendita di immobili a Parigi, New York e Tokyo. Escludendo le operazioni immobiliari, il flusso di cassa si attesta a 2,29 miliardi, in calo del 35%. Il debito netto è sceso a 8 miliardi dai 10,5 miliardi dell’anno precedente.
Il CDA di Kering ha proposto un dividendo ordinario di 3 euro per azione e un dividendo straordinario di 1 euro per azione legato alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal per 4 miliardi, operazione prevista per la prima metà del 2026. Il dividendo ordinario finale, previo ok degli azionisti, sarà pagato il 4 giugno 2026.
Il segmento Kering Eyewear and Corporate ha totalizzato nel 2025 ricavi per 1,6 miliardi di euro, in crescita dell’1%. Nel quarto trimestre le vendite sono state di 319 milioni, in calo del 2%, trainate dall’Europa occidentale e dal canale ottico. Il margine operativo ricorrente è stato del 15,8%, mentre il risultato operativo del segmento, tenendo conto dei costi Corporate, è risultato negativo per 17 milioni di euro.
Kering entra nel 2026 con l’obiettivo di migliorare margini e vendite, rafforzando il posizionamento dei marchi e la generazione di cassa. Il Capital Markets Day previsto il 16 aprile presenterà la roadmap strategica, focalizzata su brand più solidi, ottimizzazione dei costi e sviluppo di nuove figure manageriali.
Secondo il CEO Luca de Meo, l’anno appena iniziato sarà caratterizzato da un’esecuzione rigorosa delle strategie, con particolare attenzione a creatività, sostenibilità e disciplina finanziaria, ponendo le basi per la ripresa e la crescita del gruppo nel lungo periodo.
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