Un’azienda statunitense di risposta ai disastri, Gothams LLC, ha presentato una proposta ai funzionari della Casa Bianca che prevede un margine di profitto del 300% e un monopolio di sette anni su un nuovo sistema di trasporto e logistica per la Striscia di Gaza, nel quadro dei piani di ricostruzione promossi dal cosiddetto Board of Peace presieduto dal presidente Donald Trump. Secondo una bozza di novembre, il progetto consentirebbe a Gothams di riscuotere una tassa per ogni camion che trasporta merci a Gaza e di addebitare costi per l’uso del suo sistema di magazzinaggio e distribuzione.
La proposta è emersa mentre l’amministrazione statunitense discute ancora delle modalità di attuazione del Board of Peace, ente istituito per supervisionare la transizione postbellica e la ricostruzione di Gaza sotto la risoluzione Onu 2803 del 2025, che autorizza un ruolo internazionale nella governance e nella fornitura di aiuti.
Secondo i documenti visionati, Gothams chiederebbe l’esclusività per sette anni, con opzione di proroga di ulteriori tre, in cambio di un ritorno minimo sul capitale di tre volte l’investimento iniziale. Critici del settore delle commesse federali hanno definito i termini “racket stradale”, osservando che in oltre due secoli di contratti governativi statunitensi un rendimento simile non ha precedenti.
Il Ceo dell’azienda, Matthew Michelsen, aveva dichiarato a dicembre di aver “sospeso” la proposta, ma un partner dell’impresa, Chris Vanek, ex ufficiale dell’esercito, è rimasto in contatto con funzionari della Casa Bianca, affermando di contribuire volontariamente alla pianificazione del “Gaza Supply System”. Gothams ha successivamente sostenuto che non sono state discusse questioni finanziarie o di ritorni economici nei colloqui, pur non rispondendo direttamente ai quesiti sul margine di profitto e sull’esclusività.
Importante da sapere è che diversi lavoratori di Gothams LLC, che sarebbero già sul posto a Gaza, sono gli stessi contractor che hanno lavorato per la Ghf, l'"Ong" costruita ad hoc da Israele e Usa per realizzare il piano "Aurora" di depopolazione e deportazione della Striscia che ha affamato e ucciso migliaia di palestinesi nei suoi centri di distribuzione degli aiuti umanitari.
La proposta arriva in un momento in cui la ricostruzione di Gaza — stimata oltre 70 miliardi di dollari secondo l’Onu — è al centro di dibattiti geopolitici e commerciali, con Trump e il genero Jared Kushner che promuovono investimenti internazionali e piani di sviluppo urbanistico, che porteranno di fatto all'arricchimento di Usa, Israele e immobiliaristi privati legati a Tel Aviv, con l'occupazione e la militarizzazione della Striscia.
I critici avvertono che affidare la logistica a un’unica impresa privata con profitti così alti potrebbe aggravare le disuguaglianze nell’accesso agli aiuti umanitari, trasformando un’emergenza in un’opportunità di speculazione economica, mentre Gaza resta una delle aree più devastate del mondo.













