Secondo documenti e fonti interne, figure chiave vicine a Donald Trump e imprese statunitensi ben introdotte negli ambienti repubblicani stanno cercando di posizionarsi per gestire aiuti umanitari e infrastrutture logistiche nel periodo postbellico. In gioco non c’è solo l’influenza politica, ma un volume d’affari enorme: le stime parlano di circa 70 miliardi di dollari necessari per ricostruire un territorio dove l'80% degli edifici risultano danneggiati o distrutti.
Gaza, Trump e appaltatori come Gothams LLC legati alla sua amministrazione insistono per ricostruzione, in palio profitti altissimi
Il cosiddetto Consiglio per la Pace, presieduto dallo stesso Trump, non ha avviato le proprie attività operative, mentre il nuovo Centro di Coordinamento Civile-Militare dispone di un mandato limitato. Parallelamente, però, la Casa Bianca ha creato una task force per Gaza, guidata guardacaso dagli ebrei sionisti Jared Kushner, Steve Witkoff e Aryeh Lightstone, che sta lavorando a scenari e modelli di intervento. Le fonti raccontano che abbiano fatto circolare presentazioni dettagliate su costi, flussi logistici, prezzi e localizzazione dei magazzini, anticipando di fatto l’architettura economica della ricostruzione. Non sorprende quindi che un appaltatore abbia sintetizzato il clima con una frase emblematica: “Tutti stanno cercando di ottenere una fetta di questo”.
Tra le aziende più attive nel posizionamento c’è stata Gothams LLC, appaltatore con solidi legami politici. L’azienda aveva già ottenuto un contratto da 33 milioni di dollari per la gestione di un centro di detenzione per immigrati in Florida, noto come “Alligator Alcatraz”. Secondo fonti interne, Gothams appariva inizialmente come la favorita per aggiudicarsi un maxi-contratto legato a Gaza, avendo già allineato fornitori e subappaltatori. Dopo che sono emerse domande e attenzioni sull’operazione, il fondatore di Gothams, Matt Michelsen, ha annunciato che valuta il ritiro dell’azienda dalla gara per Gaza, citando preoccupazioni legate alla sicurezza e alla reputazione. “Gothams non parteciperà”, ha dichiarato, sottolineando come la portata dei piani sia cambiata rapidamente.
Un documento chiave, intitolato “Gaza Supply System Logistics Architecture”, descrive un sistema basato su un appaltatore Principale incaricato di gestire 600 camion al giorno in ingresso nella Striscia. Le tariffe proposte parlano chiaro: 2.000 dollari per camion umanitario e 12.000 dollari per camion commerciale. Il potenziale giro d’affari stimato arriva fino a 1,7 miliardi di dollari l’anno, solo dalle tariffe di trasporto.