14 Febbraio 2026
Marco Rubio, il Segretario di Stato statunitense, ha tenuto un intervento alla Conferenza di Monaco sulla Difesa europea. Il funzionario di Washington ha di nuovo attaccato l'Onu: "L'organismo nacque dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma oggi non svolge alcun ruolo sulle questioni importanti internazionali, ormai sono gli Stati Uniti a farlo, come per la guerra a Gaza o in Ucraina". Poi, ha rilanciato un nuovo patto, una nuova relazione preferenziale con l'Unione Europea.
Alla Conferenza di Monaco, il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha delineato una visione netta del ruolo americano nel mondo e del rapporto con l’Europa, criticando l’“illusione” nata dopo la Guerra fredda secondo cui la democrazia liberale si sarebbe affermata ovunque e il pianeta sarebbe diventato “senza confini”. "Un’idea folle", ha detto, "che ignorava la natura umana e cinquemila anni di storia documentata".
Rubio ha collegato quella stagione all’attuale crisi delle società occidentali, indicando nella migrazione di massa e nella deindustrializzazione scelte politiche che avrebbero indebolito coesione sociale e capacità produttiva. "Riprendere il controllo dei confini non è xenofobia, è sovranità", ha affermato, sostenendo che la tutela del tessuto nazionale sia una priorità per la “sopravvivenza stessa della nostra civiltà”.
Nel suo intervento, il capo della diplomazia americana ha insistito sull’identità condivisa tra Stati Uniti ed Europa: radici comuni, fede cristiana, cultura e storia come legame “spirituale e culturale” tra le due sponde dell’Atlantico. "Siamo fatti l’uno per l’altro", ha dichiarato, invitando gli alleati europei ad abbracciare una stagione di “rinnovamento e restaurazione” guidata da Washington. "Preferiamo farlo insieme a voi", ha aggiunto, pur rivendicando la disponibilità americana ad agire anche autonomamente.
Rubio ha poi chiesto una riforma delle istituzioni internazionali, citando le Nazioni Unite come esempio di organismo con “enorme potenziale” ma risultati insufficienti sulle crisi più urgenti, da Gaza all’Ucraina. In questi dossier, ha sostenuto, è stata la leadership americana a imprimere slancio ai negoziati.
Sul piano economico, il Segretario ha proposto un’agenda comune per riportare in Occidente catene di approvvigionamento e capacità industriali, puntando sui settori chiave del XXI secolo. Un messaggio che si inserisce nella linea tracciata dal presidente Donald Trump: meno declino “amministrato”, più orgoglio identitario e sovranità.
"Il passato è finito. Il futuro è inevitabile", ha concluso Rubio, evocando un destino comune tra le due sponde dell’Atlantico e un nuovo capitolo per la civiltà occidentale.
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