14 Febbraio 2026
È morto dopo essere stato colpito dagli agenti il 48enne musulmano francese Brahim B., che nella serata di venerdì 13 febbraio ha aggredito con un coltello un gendarme durante la cerimonia del ravivage della fiamma del Milite ignoto sotto l’Arco di Trionfo a Parigi. L’uomo è stato neutralizzato da due poliziotti intervenuti per fermarlo. La Procura nazionale antiterrorismo francese ha immediatamente aperto un’inchiesta per terrorismo, mentre emergono dettagli sul passato dell’aggressore, già condannato in Belgio per un attacco simile contro agenti di polizia.
L’attacco è avvenuto intorno alle 18, poco prima della cerimonia quotidiana che si svolge sotto l’Arco di Trionfo, a pochi passi dagli Champs-Élysées. I gendarmi stavano effettuando il servizio d’onore per il ravivage della fiamma sulla tomba del Soldato ignoto quando l’uomo, armato di coltello, si è scagliato contro di loro. Secondo quanto ricostruito, l’aggressore è riuscito a colpire un militare, membro dell’orchestra della gendarmeria, ferendolo in modo lieve. Un altro gendarme ha quindi aperto il fuoco per fermarlo. Brahim B. è stato trasportato in ospedale in condizioni gravissime ed è morto poco dopo a causa delle ferite riportate.
La Procura nazionale antiterrorismo ha annunciato di essersi immediatamente occupata del caso, aprendo un’indagine in flagranza. Un magistrato si è recato sul posto per coordinare gli accertamenti. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire il movente e verificare eventuali collegamenti con ambienti radicalizzati. Secondo le informazioni emerse, Brahim B., nato nel 1978 a Mantes-la-Jolie e domiciliato in Seine-Saint-Denis, era già noto alle autorità. Era sottoposto a una misura individuale di controllo amministrativo e di sorveglianza, risultava sotto controllo giudiziario e veniva monitorato anche tramite geolocalizzazione. Nel 2013 era stato condannato a 17 anni di carcere in Belgio per aver accoltellato due poliziotti a Bruxelles nel giugno 2012. In quell’occasione si era scagliato contro tre agenti, ferendone due. Sarebbe uscito di prigione circa due mesi fa. In passato avrebbe giustificato il suo gesto parlando di vendetta contro il governo che aveva vietato l’uso del velo islamico integrale in pubblico per le donne.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia