04 Febbraio 2026
Trump-Khamenei Fonte: X @NiohBerg
Il Presidente Usa Trump ha posto all'Iran 3 condizioni per trattare durante i colloqui in Oman. La prima: che l'arricchimento dell'uranio cessi del tutto, sia per i programmi militari (il che è relativamente scontato) sia per quello civile; la seconda: che l'Iran limiti il suo programma missilistico; la terza: la fine del suo sostegno ai delegati regionali come gli Houti, Hezbollah o Hamas (qualunque dovesse essere il suo destino nei prossimi mesi).
Funzionari europei hanno confermato che le condizioni poste dall’amministrazione americana sono tre: fine definitiva di ogni arricchimento dell’uranio; limiti alla gittata e al numero dei missili balistici; cessazione di ogni sostegno ai proxy nella regione, tra cui Hamas, Hezbollah e gli Houthi. Non compaiono invece richieste specifiche sulla repressione interna.
Il quotidiano statunitense ricorda che i contatti del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, con gli americani sono sempre avvenuti attraverso intermediari, complici la debolezza politica del ministro, costretto a consultare ogni decisione con la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Diversi funzionari sottolineano che il tentativo di richiesta è al momento arenato, senza segnali che Teheran intenda cedere, interpretando le richieste di Trump come un tentativo di minare le fondamenta del potere sciita e della capacità difensiva del regime.
Tuttavia, le condizioni statunitensi presentano limiti pratici. Il divieto sull’arricchimento dell’uranio sarebbe complesso da monitorare, soprattutto se il programma dovesse spostarsi verso siti più piccoli e diffusi. Secondo i servizi americani ed europei, l’Iran non ha ancora recuperato campioni al 60% di arricchimento, soglia vicina a quella necessaria per ottenere una bomba, ma potrebbe continuare il lavoro nei prossimi mesi.
La seconda condizione riflette i timori di Israele: limitare la gittata dei missili metterebbe al sicuro il territorio dello Stato ebraico. Ma l’arsenale rimane per Teheran l’ultimo deterrente disponibile. Infine, la terza richiesta riguarda il network di proxy che l’Iran ha costruito nel Medio Oriente, un nodo chiave del suo potere regionale che il regime difficilmente sarà disposto a smantellare.
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