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AIFI, nel 2021 record per il private debt: investiti 2.214 milioni di euro su 275 operazioni

Private equity, venture capital e infrastrutture spingono gli investimenti nei comparti dell’ICT e dell’energia e ambiente. Cipolletta (AIFI): “Serve accelerazione dei processi di sostituzione con le energie rinnovabili”

11 Aprile 2022

 AIFI, nel 2021 record per il private debt: investiti 2.214 milioni di euro su 275 operazioni

AIFI, Convegno Annuale 2022 (fonte: ilgiornaleditalia.it)

Il private capital spinge sulla digitalizzazione e transizione ecologica. Di questo si è parlato nel Convegno annuale AIFI tenutosi presso la sede di Assolombarda e con il contributo di KPMG.

AIFI: private equity, venture capital e infrastrutture spingono gli investimenti nei comparti dell’ICT e dell’energia e ambiente

I dati presentati mostrano innanzitutto che in Italia la finanza alternativa sta cambiando sia nella struttura sia negli investimenti. I numeri AIFI rilevano come nel 2021 si siano complessivamente investiti 16,9 miliardi di euro in quasi 1.000 operazioni:il private debt ha investito 2.214 milioni di euro su 275 operazioni, un record assoluto; private equity e venture capital, hanno impegnato 7.028 milioni di euro su 609 operazioni, il private debt ha investito 2.214 milioni di euro su 275 operazioni,  mentre gli investimenti in infrastrutture, 7.671 milioni di euro su 45 operazioni, dati che mostrano mostrando così quanto sia evidente il ruolo strategico che il private capital sta assumendo per il nostro Paese.

Guardano al solo segmento del private equity e venture capital, l’Italia a livello europeo è cresciuta con 4,4 miliardi di euro raccolti dagli operatori domestici, superando la Spagna che si ferma a 2,6 miliardi di euro, ma restando inferiore ai livelli raggiunti da Germania (4,8 miliardi) e soprattutto Francia (24,5 miliardi). I soci AIFI sono cresciuti: gli L’Italia a livello europeo è cresciuta con 4,4 miliardi di euro raccolti, superando la Spagna che si ferma a 2,6 miliardi di euro. Gli investitori domestici sono 123 e cresce il peso di quelli internazionali che nel 2021 sono stati 48, un numero maggiore di quelli presenti sul mercato tedesco (43) o spagnolo (35). Segno di una importante attrazione di capitali esteri in Italia, che nel complesso, sui vari comparti del private capital, hanno raggiunto oltre 13 miliardi di volumi. Attivi invece a livello di numero di deal sono come sempre gli operatori domestici, che quest’anno hanno superato le 600 operazioni.

Complessivamente ci sono 1.700 società nel portafoglio del private equity e venture capital, di cui oltre il 30% in Lombardia, che spicca come prima Regione percon il maggior ammontare investito e numero di operazioni realizzate. Non solo: a livello europeo è la quinta regione subito dopo Ile de France, Berlino, Londra e Madrid, con 3 miliardi di euro investiti nel 2021, 8,8 se si includono anche le infrastrutture.

“Il private capital ha visto una crescita in tutti i comparti: private equity, venture capital e private debt hanno realizzato, nel 2021 record di raccolta e operazioni. Un ruolo fondamentale lo ha giocato Cdp che ha fatto da motore per gli investimenti in innovazione e crescita”, afferma Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI. “Ora serve un fondo di fondi dedicato che faccia da volano per permettere a un numero maggiore di operatori di intervenire sull’economia reale. Il e recuperare terreno perso rispetto agli altri paesi europei, oltre a misure per allargare la platea di investitori. Il provvedimento del Mef sull’abbassamento della soglia per gli investimenti in Fia è un tassello importante in questa direzione perchè permetterà l’accesso ai fondi alternativi riservati a una platea di privati molto più ampia”.

Il comparto delle infrastrutture nel 2021 la fa da padrone: se analizziamo la crescita degli investimenti, vediamo come il comparto infrastrutture è cresciuto enormemente rispetto ai 1.322 milioni di euro su 20 operazioni realizzati nel 2020, classificandosi al primo posto in termini di ammontare, pari al 52% del totale investito nel corso dello scorso anno, con volumi pari a 7,7 miliardi di euro (con una crescita significativa rispetto agli 1,3 miliardi dell’anno precedente), cifra importante se raffrontata con gli 8,9 miliardi del mercato francese. Sono . Sono 6 i large e mega deal. Quasi 7 miliardi sono stati investiti nei comparti dell’ICT e dell’energia e ambiente. realizzati con dea che sono passati dai 20 del 2020 ai 45 del 2021. Di questi, il 36% si è focalizzato in energia e ambiente e l’84% dell’ammontare, in investimenti focalizzati sull’ICT.

Nel dettaglio dei numeri si può notare come private equity e venture capital hanno dato entrambe un contributo molto importante alla transizione ecologica e digitale. Nel 2021 il private equity ha realizzato 24 operazioni in digitalizzazione e 39 in transizione ecologica mentre il venture capital ha chiuso ben 53 deal in digitalizzazione e 22 in transizione ecologica. Cambia anche il profilo degli operatori: mentre nel venture capital sono soprattutto gli operatori domestici, con il 79%, a investire nel 2021 in tali comparti, nel private equity si osserva una maggior presenza degli operatori internazionali, con un peso del 64%.

“Le operazioni in infrastrutture in Italia hanno avuto un ruolo significativo sul mercato del private capital nel nostro Paese; i fondi di private equity e venture capital sono stati a fianco delle imprese, anche quelle operanti nei mercati tradizionali, per accompagnarle nella trasformazione digitale ed ecologica” dichiara Anna Gervasoni, direttore generale AIFI. “Abbiamo così dato un impulso significato all’innovazione e alla crescita dell’economia nazionale; serve un continuo impegno da parte dei fondi italiani a fianco dei capitali pubblici, verso nuove forme di public-private partnership”.“Le operazioni in infrastrutture in Italia hanno fatto crescere il private equity soprattutto grazie a operatori internazionali che ritengono strategico investire nel nostro Paese permettendone una maggiore interconnessione a vantaggio delle imprese e delle loro attività” dichiara Anna Gervasoni, direttore generale AIFI. “Transizione ecologica e digitale spingono l’innovazione e la crescita dell’economia nostrana; serve però un maggior impegno da parte di fondi italiani che operino in questo settore, moltiplicando così le opportunità di investimento e crescita”.

Cipolletta (AIFI): “Serve accelerazione dei processi di sostituzione con le energie rinnovabili”

VIDEO-Cipolletta (AIFI): “Serve accelerazione dei processi di sostituzione con le energia rinnovabile”

Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI a Il Giornale d’Italia: “Il 2021 è stato un anno buono per l’investimento privato nel private capital e nelle attività reali dell’economia perché si è trattato di recuperare un 2020 colpito dalla pandemia e molte imprese hanno bisogno di allargare la capacità produttiva e adeguarla alle trasformazioni che sono state rese necessarie da questa crisi e questo ha significato bisogno di investimento e di capitale. Abbiamo costatato che il settore del private capital ha risposto a questa esigenza investendo di più e consentendo alle imprese di crescere e ai risparmiatori di avere un buon rendimento. Per ora la situazione è positiva abbiamo davanti una fase di guerra difficile da valutare e speriamo finisca presto.”
“La situazione geopolitica sta influendo molto, sta generando un processo inflazionistico elevato e sta anche riducendo gli approvvigionamenti delle imprese, famiglie ed energia. Già abbiamo constatato che i primi mesi dell’anno il PIL sarà in frenata se non addirittura in caduta. Quest’anno avremo un primo semestre colpito da questa guerra, se questa dovesse terminare, come speriamo tutti per problemi umanitari, allora si potrà recuperare, se dovesse continuare dobbiamo cambiare completamente scenario.”
“La transizioni energetica sta diventando ancora più urgente di quanto non lo fosse prima, accanto alla salvaguardia delle necessità del clima, oggi c’è il problema della diversificazione delle fonti di approvvigionamento visto che una parte consistente dell’energia viene dalla Russia, il Pese che ha scatenato la guerra e che deve essere sanzionato. Io mi auguro che gli operatori e il Governo operino verso un’accelerazione dei processi di sostituzione con le energia rinnovabile, le uniche che non dipendono dall’estero. Da questo punto di vista ci sarà un’accelerazione e nel breve termine bisognerà far fronte ad eventuali carenze di gas che potrebbero rimettere in discussione centrali che operano con il fossile più inquinante come il carbone, probabilmente sarà un processo alternato di arretramenti e accelerazione.”

Gervasoni (AIFI): “La situazione geo-politica ulteriore spinta per renderci indipendenti a livello energetico”

VIDEO-Gervasoni (AIFI): “La situazione geo-politica ulteriore spinta per renderci indipendenti a livello energetico”

Anna Gervasoni, direttore generale AIFIIl Giornale d’Italia: “Ci saranno sempre più investimenti in questi settori per il mondo dei fondi delle infrastrutture, anche per il mondo del venture capital, del private equity che in questi anni ha aumentato molto l’esposizione in questi settori.”

“La situazione geo-politica influirà tanto, può influire in modo negativo per ogni incertezza, però in questo caso, in questi settori potrebbe avere influenza positiva perché sarà un’ulteriore spinta per renderci indipendenti a livello energetico.”

“I dati del 2021 sono stati ottimi, anche i primi mesi del 2022, non abbiamo visibilità ancora su marzo, staremo a vedere.”

Gorno Tempini (CDP): “Le energie rinnovabili sempre più rilevanti nella nostra vita economica, aziendale e di privati cittadini”

VIDEO-Gorno Tempini (CDP): “Le energie rinnovabili sempre più rilevanti nella nostra vita economica, aziendale e di privati cittadini”

Giovanni Gorno Tempini presidente Cassa Depositi e Prestiti a Il Giornale d’Italia: “Gli investimenti privati nella transizione ecologica sono ancora più importanti in questo 2022, che è caratterizzato da situazioni così tragiche come quella ucraina. A maggior ragione bisogna essere preparati da un punto di vista dell'approvvigionamento energetico, al di là del punto di vista contingente che durerà per un po’, è ancora più importante oggi essere attrezzati affinché le energie rinnovabili diventino sempre più rilevanti nella nostra vita economica, aziendale e di privati cittadini. I dati 2021 sono stati molto buoni, sono una base da non sciupare, i venti contrari si sentono già”.


“ll PNRR è un’opportunità talmente rilevante che bisogna essere concentrati a cercare di usarlo al meglio e tutto, cerchiamo di spendere bene e con efficacia quanto è stato stanziato.”


“Il ruolo di CDP centrato sullo sviluppo delle infrastrutture, tra gli argomenti centrali del PNRR, avere delle infrastrutture efficienti per le telecomunicazioni è uno degli obiettivi per ridurre diseguaglianze territoriali e a livello di business per fare in modo che ci sia più digitalizzazione e fare in modo che ci siano le condizioni per una crescita più duratura. Questo è nel DNA della Cassa e noi continueremo a farlo con il massimo del nostro impegno.”

Resmini (CDP): “Le start up sono il propulsore della transizione di un Paese verso il digitale e il green”

VIDEO-Resmini (CDP): “Le start up sono il propulsore della transizione di un Paese verso il digitale e il green”

Enrico Resmini, CEO di Cdp Venture Capital a Il Giornale d’Italia: “Per gli investimenti privati nella transizione energetica per il 2022 sono previsioni difficili da fare per quanto riguarda innovazione e start up. Queste ultime sono però il propulsore di quella che è la transizione di un Paese verso il digitale verso il nuovo mondo green. Le start up in Italia ci sono e sono tante, più di 14mila in questo momento e stanno facendo il loro dovere, sviluppano nuovi prodotti e nuove soluzioni che cambino il modo di vivere, l’impatto sul pianeta e come le nostre aziende oggi sul mercato possano portare prodotti e servizi ai clienti.”

“Il 2021 è stato un anno molto importante l’Italia finalmente rispetto ad altri mercati ha iniziato a crescere velocemente come gli altri mercati, forse anche un po’ di più. Quindi è molto promettente come il mercato si sta sviluppando e come gli investitori guardano all’Italia come un mercato promettente nel campo dell’innovazione.”
“Penso che la situazione geopolitica attuale stia influenzando questo settore come sta facendo anche per tutti quelli economici e delle attività, quindi anche le start up ne saranno impattate. Di sicuro dell’innovazione non si può fare a meno le start up continueranno a crescere in numero e nella quantità di investimenti che attirano e nell’impatto che avranno nel nostro pianeta.”

Vigliotti (BEI): "BEI ha investito nell’ultimo anno 13 miliardi in Italia, aspettativa sul ruolo del Paese nella crescita europea"

VIDEO - Vigliotti (BEI): "BEI ha investito nell’ultimo anno 13 miliardi in Italia, aspettativa sul ruolo che ricoprirà il Paese nella crescita europea"

Gelsomina Vigliotti vicepresidente BEI a il Giornale d’Italia: “Gli investimenti nel mercato dei capitali privati negli ultimi anni è stata una dinamica crescente e positiva che dovremmo valutare e poi misurare in questo contesto geo-politici complesso, in un contesto in cui abbiamo una ripresa dell’inflazione e abbiamo politiche monetarie che cambiano di tendenza. Ci sono però alcuni motori della crescita che noi vediamo su cui il capitale privato può giocare ruolo importante e può trovare delle buone opportunità di investimento, in particolare la transizione ecologica e la digitalizzazione, i temi del convegno di oggi di Aifi, dove l’economia per trovare il passo con la trasformazione e le restrizioni che vengono poste dal contesto, sono processi che vanno accelerati. C’è necessità di forti investimenti nel settore privato e in questo istituzioni pubbliche come la Banca Europea per gli Investimenti e il Fondo Europeo per gli Investimenti possono svolgere ruolo importante accompagnando il rischio di chi investe per il raggiungimento di beni pubblici in cui noi crediamo profondamente.”

“L’Italia è un mercato molto importante per la Banca Europea per gli Investimenti. La BEI ha investito nell’ultimo anno 13 miliardi in Italia, Paese che è impegnato in questo grande programma del PNRR che porta risorse che verranno investite nei settori trainanti della crescita e dell’economia e quindi dal punto di vista europeo c’è una grande aspettativa sul ruolo che potrà svolgere l’Italia nella crescita europea e nella ripresa dell’economia italiana.”

“Purtroppo la situazione geopolitica pone molte problematiche in particolare l’approvvigionamento energetico è sicuramente un problema molto importante, ma anche opportunità per spingere in maniera prepotente investimento in energie rinnovabili e in questo la BEI è in prima fila per portare avanti questi investimenti.”

Cané (NB Renaissance): “Abbiamo programmato di investire in settori come energia e digitalizzazione”

VIDEO - Cané (NB Renaissance): “Abbiamo programmato di investire in settori come energia e digitalizzazione”

Fabio Cané, senior partner NB Renaissance a il Giornale d’Italia: “Abbiamo programmato di investire in questi settori che sono prioritari come la digitalizzazione e che daranno soddisfazione a investitori ma avranno ritorno nel sociale e sull’economia del nostro Paese.”

“I dati degli investimenti sono straordinariamente positivi nel primo trimestre di quest’anno continuano ad essere positivi, abbiamo qualche rallentamento nella marginalità, nei settori che hanno per tema l’acquisto di materie prime con i rincari e i tempi che poi sono necessari per scaricarli sul mercato, ma questi due settori stanno andando alla grande anche quest’anno.”

“Non credo che ci sia un impatto per la situazione geo-politica così importante per questo tipo di aziende che operano nella digitalizzazione che non sono consumatori di materie prime e di energia. Per quanto riguarda la sostenibilità noi abbiamo un’azienda che non paga la paga la materia prima ma si fa pagare e questo tipo di aziende non hanno problemi in questo senso.”

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