17 Febbraio 2026
La Chianti Classico Collection alla stazione Leopolda di Firenze con 233 aziende e 680 etichette della denominazione Chianti Classico per presentare al pubblico e alla stampa le nuove annate
Il tema dell’edizione 2026 della Chianti Classico Collection è “Wine is Culture”. Non una dichiarazione astratta, ma un’affermazione che, per il Chianti Classico, ha radici profonde e documentate. Dal 1716, anno in cui vennero definiti per la prima volta i confini ufficiali della denominazione, il Chianti Classico rappresenta un caso unico di un territorio in cui il vino è espressione diretta e non unica di una costruzione culturale stratificata nel tempo. Le contese durante il Medioevo tra le città di Firenze e di Siena e la successiva rinascita a partire dal XIV secolo, hanno restituito a questo territorio un patrimonio tangibile di edifici, prima difensivi poi trasformati in ville e residenze (150 le ville fattorie), insieme a manufatti preziosi, archivi, sistemazioni agrarie, corredi arborei, che è importante portare all’attenzione di tutti coloro che apprezzano il nostro vino Chianti Classico. Dalla Siena del Medioevo alla Firenze del Rinascimento, la sintesi nelle colline chiantigiane che uniscono queste due simboliche capitali del territorio. Insomma, un’eredità territoriale e paesaggistica ricca di scrigni preziosi, (oltre 300 i siti storici protetti),costruita e custodita nei secoli e che ha generato un senso di appartenenza e di protezione raro per un’area produttiva di un comparto economicamente rilevante, che da sempre investe per conservare e tramandare questa eredità. Viticoltori custodi dell’ambiente ma insieme custodi del patrimonio collettivo di beni culturali. Nel Chianti Classico il vino quindi non più solo come prodotto di una pratica agricola, ma come risultato di un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale, conoscenze tramandate, appartenenza che diventa condivisione e accoglienza. È per questo che, più di qualsiasi altro territorio vitivinicolo, il Chianti Classico può affermare che il vino è cultura, perché le espressioni culturali sono parte integrante, tangibile dell’agire quotidiano. È dalla ricchezza di questa terra che il Consorzio parte anche per dar seguito allo stimolo proveniente dalla recente regolamentazione europea che ci assegna il ruolo di promotori e attori dell’accoglienza enoturistica. I numeri della Collection. 223 le aziende partecipanti per un totale di 680etichette, di cui 190Chianti Classico Riserva e 185Gran Selezione. Olio DOP Chianti Classico. Non sono mancati gli stand dedicati all’oro verde del nostro territorio, l’olio DOP Chianti Classico, con 32 diversi oli da poter assaggiare direttamente al banco di assaggi dedicato e 6 aziende presenti con il proprio banco. Chianti Classico 2000. Un ulteriore momento di approfondimento culturale è stato dedicato al Chianti Classico 2000, un progetto che ha segnato una tappa fondamentale nel percorso evolutivo della denominazione. Il progetto, nato dall’esigenza di rispondere al bisogno di rinnovamento della viticoltura nell’area del Chianti Classico ma al tempo stesso con la finalità di preservare e proteggere ambiente e territorio, ha finito per rappresentare una pietra miliare nella storia della ricerca scientifica vitivinicola europea. Ha avuto una durata di 16 anni suddivisi in tre cicli, durante i quali si è provveduto alle verifiche e ai controlli sul campo e successivamente alla raccolta ed elaborazione dei dati per giungere infine alla pubblicazione e divulgazione dei risultati. Il seminario, al quale è stato presente il dr. Carlo Ferrini, che ha partecipato alla stesura e all’avvio del progetto è stato moderato da Daniele Cernilli, fondatore e direttore del magazine DoctorWine e Ambassador ad honorem del Chianti Classico. E' stata offerta una rilettura critica di quell’esperienza, mettendone in luce l’eredità che ha lasciato e sottolineando come il Chianti Classico abbia saputo costruire la propria identità contemporanea attraverso quel progetto. Oggi quei “nuovi” cloni frutto di quella ricerca costituiscono la migliore espressione di una viticoltura di qualità capace di esprimere territorialità ma altresì di difendersi e resistere al cambiamento climatico. Apertura al pubblico. Nella giornata di martedì, gli appassionati di Chianti Classico hanno potuto vivere una vera e propria full immersion nel loro elemento preferito, grazie a una straordinaria apertura al pubblico dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00) e partecipare ad alcuni wine tour, con la guida sapiente di esperti del settore (Luca Marchiani, Riccardo Margheri, Leonardo Romanelli e Bernardo Conticelli). Nella giornata di martedì è infatti prevista la vendita al pubblico di una selezione delle etichette di Chianti Classico presentate nell’ambito della Leopolda oltre che al sempre apprezzato merchandising del Gallo Nero.
Il 2025 ha continuato a sorridere al Gallo Nero: in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato dall’incertezza, la denominazione Chianti Classico ha registrato una crescita nelle vendite, guadagnando in termini di volumi più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, e andando così a confermare la tendenza dell’ultimo triennio. Parlando invece di fatturato, la denominazione complessivamente vede una costante crescita: aumenta il valore, senza impennate, ma in maniera continuativa grazie soprattutto alle tipologie premium, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione e che rappresentano ancora una volta la locomotiva della denominazione, rappresentando infatti il 43% del volume e il 55,2% del valore. Nonostante la sua storica vocazione all’export, il Gallo Nero è saldamente presente anche sulla tavola degli italiani che mostrano un particolare apprezzamento per il Chianti Classico Gran Selezione, il vertice della denominazione, a cui riconoscono un prezzo medio sempre più elevato. L’approccio del consumatore italiano può essere ben sintetizzato nello slogan “bere meno, bere meglio”. Il mercato nazionale per la denominazione rappresenta oggi il 19% delle vendite. È, come sempre, l’export che fa la parte del leone. Nel 2025 le vendite all’estero hanno seguito due tendenze principali: una maggior concentrazione sui mercati nordamericani, USA e Canada, che insieme hanno assorbito il 49% dell’offerta, e un aumento del fatturato su mercati dai volumi più bassi, ma che anno dopo anno registrano un aumento del prezzo medio, come Svezia, Germania, Norvegia che mostrano segnali importanti di crescita del fatturato. Per quanto riguarda il Nord America si sottolinea che gli Stati Uniti passano dal 36% al 37% in volume, mentre il Canada cresce di ben due punti dal 10% al 12% (+33%), con significative performance in entrambi i Paesi ancora una volta delle due tipologie Riserva e Gran Selezione, sia in termini di fatturato sia di volumi: negli Stati Uniti la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada il consumo di Riserva e Gran Selezione cresce quasi del 30%. Dall’altra parte del mondo, l’Oriente tra Cina, Singapore e Hong Kong premia di più non per volumi, ancora non determinanti, ma per fatturato relativo: la premessa è ottima e fa ben sperare per le relazioni che sta intessendo anche il Consorzio tramite azioni mirate di promozione. Il contesto europeo si presta anch’esso a una lettura omogenea: i principali mercati del continente, quali Germania (4%)e Paesi Scandinavi (6%), vedono una crescita in termini di valore. Questa è un’inversione di tendenza rilevante, che va ad allinearsi con l’approccio italiano, mostrando le grandi maturità e consapevolezza di questi mercati. Una nota in particolare sulla Svezia, mercato in crescita negli ultimi anni, e interessato da piani pluriennali di investimenti promozionali da parte del Consorzio. Cresce infatti quasi del 7%, principalmente nella tipologia Chianti Classico, confermando che il “biglietto da visita” della cosiddetta “annata” sta aprendo ancora una volta le porte su un mercato che fino a qualche anno fa prediligeva quasi esclusivamente altre tipologie di alcolici. La palma della crescita maggiore per l’apprezzamento della Gran Selezione va alla Francia, dove i volumi ed il prezzo medio vedono una vera e propria impennata: anche in casa dei cugini d’Oltralpe ormai il Chianti Classico è affermato come uno dei grandi vini del mondo.
Gli Ambasciatori del Chianti Classico: Tomasz Prange-Barczyński nominato Chianti Classico Honorary Ambassador per il mercato polacco. Alla 33° edizione della Chianti Classico Collection, il Consorzio ha deciso di proporre un’unica candidatura per arricchire la lista dei suoi portavoce nel mondo: gli Ambasciatori ad honorem del Chianti Classico. Si tratta dell’Honorary Ambassador per la Polonia, Tomasz Prange-Barczyński, un nome di grande autorevolezza in un ampio bacino di mercato, come quello polacco, in cui il Consorzio Chianti Classico intravede ottime possibilità di crescita in notorietà e valore per i vini del Gallo Nero. Thomasz Prange Barczyński, classe ‘69, è un noto critico enologico e attualmente caporedattore della testata polacca Ferment - Pismo o winie. “Sono fiero e davvero felice di non aver perso un’edizione della Chianti Classico Collection dal 2005 ad oggi– afferma il giornalista – perché questo mi ha dato la possibilità di seguire l’evoluzione del Chianti Classico nel tempo ed apprezzare la sua continua crescita qualitativa. Due decenni fa i vini del Gallo Nero erano prodotti di buona qualità, adatti ad accompagnare la tavola di tutti i giorni ma le etichette premium che già a quel tempo esistevano erano considerate una eccezione. Oggi il Chianti Classico è una delle denominazioni leader della Toscana, d’Italia e del mondo. Sono contento, grazie ai cambiamenti del suo disciplinare di produzione, di poter oggi degustare il giovane, fruttato e vibrante Chianti Classico di Annata, la seria e strutturata Riserva ed infine la Gran Selezione, che racconta le storie ele differenze dei terroirs da cui proviene, una tipologia da conservare a lungo in cantina per poterne a pieno apprezzare l’evoluzione nel tempo. Per questo, oggi, sono in grado di affermare che, a prescindere dai gusti personali, sono sicuro che quando acquisto una bottiglia con il simbolo del Gallo Nero, anche se non ne conosco il produttore, posso contare sulla sua qualità.” Grazie ad un’iniziativa lanciata nel 2017, sono stati nominati ad oggi dodici Ambasciatori ad Honorem del Gallo Nero. Ne ricordiamo i nomi (per ordine cronologico delle nomine):Massimo Castellani e Daniele Cernilli per l’Italia, Jeffrey Porter per gli USA, Michael Godel e Michaela Morris per il Canada, Jens Priewe per la Germania, Isao Miyajima per il Giappone, Jung Yong Cho per la Corea del Sud, Othmar Kiem per l’Austria, Christian Eder per la Svizzera, Sebastian Payne per la Gran Bretagna e Thomas Ilkjaer per la Danimarca. Ricordiamo inoltre Steven Spurrier, Ambasciatore ad Honorem del Chianti Classico per la Gran Bretagna, che purtroppo ci ha lasciato nel 2021. Occorre sottolineare che il riconoscimento consegnato alla Leopolda si inserisce in un progetto più ampio, denominato “Chianti Classico Ambassador”. Si tratta di un’attività finalizzata alla creazione di una rete di Ambasciatori del Gallo Nero nei suoi principali mercati, lanciata dal Consorzio in Canada nel 2017 e ripetuta nel 2018 negli Stati Uniti, nel 2021 in Germania, nel 2022 in Inghilterra ed infine in Svezia, nel 2025. In questo caso, i candidati devono dimostrare la propria conoscenza della denominazione attraverso un vero e proprio concorso in tre fasi: superando un test online, una degustazione bendata e, infine, conquistando il massimo punteggio all’esame orale. “Presidiando ogni anno i mercati del vino internazionali ci siamo resi conto di quanta conoscenza e affetto ci sia verso le nostre etichette da parte di un pubblico esperto e qualificato.” - afferma Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico - “Con il progetto Chianti Classico Ambassador abbiamo voluto rendere merito a questi professionisti e al tempo stesso legittimarli a portare in alto la bandiera del Gallo Nero nei propri mercati di riferimento. Sui mercati, noi viticoltori vediamo tutti i giorni una sete crescente di conoscenza: il contesto unico che nasce dall’unione di fattori umani e naturali irripetibili determina infatti le caratteristiche dei nostri vini e dei nostri oli. Per questo gli sforzi del Consorzio si concentrano da anni sulla formazione, in primis degli operatori del trade, ma anche degli appassionati: il Consorzio ha per questo realizzato il suo portale di e-learning (mooc.chianticlassico.com). Una piattaforma che può essere utilizzata da tutti, come una sorta di manuale da consultare, un compendio sintetico sulle denominazioni del Chianti Classico che mi auguro possa contribuire a ‘formare’ una lunga schiera di nuovi ambasciatori del Gallo Nero.” Di Andrea Cianferoni
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