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Industrial Decarbonization Pact: transizione energetica dei settori energivori per un'economia solida e decarbonizzata

L'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi: "Decarbonizzare il paese ma permettere alle imprese di sopravvivere"

03 Novembre 2021

Industrial Decarbonization Pact: transizione energetica dei settori energivori per un'economia solida e decarbonizzata

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile di questa parte fondamentale dell’industria italiana sono stati presentati oggi a Roma nel corso dell’evento “Industrial Decarbonization Pact – Sostenibilità, Innovazione e Competitività dell’Industria Italiana” organizzato da Interconnector Energy Italia e tenutosi presso l’auditorium Loyola di Roma Eventi alla presenza dei ministri Giancarlo Giorgetti, Roberto Cingolani e Stefano Patuanelli, del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, dell’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà e dei presidenti delle associazioni di categoria Assocarta, Assofond, Assovetro, Confindustria Ceramica, Federacciai, Federbeton e Federchimica.

Durante l’evento è stata sottolineata la necessità di avviare immediatamente il percorso di transizione energetica dei settori energivori, sviluppando le tecnologie e le infrastrutture strategiche abilitanti la riduzione di gas climalteranti dei sette comparti.

Acciaio, carta, cemento, ceramica, chimica, fonderie e vetro hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale italiano: generano 88 miliardi l’anno di valore aggiunto, con una forte vocazione all’export che vale circa il 55% del loro fatturato. Il percorso di decarbonizzazione di questi settori è necessario alla luce dei crescenti costi per l’acquisto di CO2; al tempo stesso, tale percorso deve preservare la competitività sui mercati internazionali di tutte le aziende coinvolte.

“I settori energivori sono la spina dorsale dell’economia del Paese - ha sottolineato Antonio Gozzi, Presidente di Interconnector Energy Italia - Acciaio, carta, cemento, ceramica, chimica, fonderie e vetro danno lavoro a 700mila persone, considerando l’indotto. Sostenere lo sforzo di decarbonizzazione di queste filiere, preservandone al tempo stesso la competitività sui mercati internazionali, deve diventare un imperativo per il Paese. Solo così potremo assicurare una transizione ecologica che sia rapida ed inclusiva. L’Industrial Decarbonization Pact sancisce l’impegno dei settori coinvolti a raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Per farlo, però, è necessario il supporto di tutti gli attori coinvolti: governo, istituzioni locali e policy makers, affinché le leve tecnologiche future siano veramente disponibili e accessibili a chi fa industria ogni giorno, sul campo”.

Eni, Claudio Descalzi: "Neutralità tecnologica nell'affrontare la sfida della decarbonizzazione"

VIDEO-Eni, Claudio Descalzi: "Neutralità tecnologica nell'affrontare la sfida della decarbonizzazione"

L'amministratore delegato di Eni Claudio Decalzi, in occasione dell'Industrial Decarbonization Pact, ha affermato a Il Giornale d'Italia: "Un grande sforzo da parte di tutti, credo soprattutto dell'Europa, un grande sforzo per la decarbonizzazione dell'Italia, cosa che comunque l'Italia e l'Europa hanno già mostrato.La speranza è che anche gli altri paesi e continenti, al di là delle parole, seguano l'Europa ad esempio sulla Carbon Tax, che non ha nessun altro e, soprattutto, che si ribadisca, com'è stato ribadito dal nostro Presidente del Consiglio, che ci deve essere una neutralità tecnologica nell'affrontare questa importantissima sfida che abbiamo perché i tempi sono molto brevi. Diciamo che gli sforzi ci sono, tutti i governi si stanno impegnando. Importante adesso è entrare in un'azione pragmatica che permetta una decarbonizzazione ma allo stesso tempo permetta anche all'industria di sopravvivere.

Se la Carbon Tax è solo in Europa il gioco diventa abbastanza debole per noi. Ma non è solo un problema di Carbon Tax, è un problema di energia, l'Europa non ha energia e deve comprarla. Dobbiamo fornirci di strumenti per decarbonizzare ma allo stesso tempo per assicurare la sicurezza energetica e riuscire ad averla a dei prezzi che riescano a mantenere viva l'industria italiana come industria estremamente forte e vivace in Europa", conclude.

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