20 Gennaio 2026
Fonte: imagoeconomica
L’Eurogruppo ha scelto il nuovo vicepresidente della Banca centrale europea. Sarà il presidente della banca centrale croata, Boris Vujčić, che prenderà il posto di Luis De Guindos. La decisione è arrivata dopo una lunga riunione e rivela in parte i piani per la successione a Christine Lagarde, che terminerà il suo mandato nel 2027.
Il ruolo di vicepresidente della BCE è molto importante e significativo per Boris Vujčić, che dal 2012 dirige la Banca centrale croata ed è quindi stato il fautore dell’entrata della Croazia nell’euro, processo che si è concluso completamente nel 2023.
Vujčić è considerato un moderato, ma comunque più allineato con i falchi nel Consiglio dell’ACE, che non con le colombe. Significa che darà maggiore attenzione all’inflazione, preferendo alzare i tassi quando ci sarà bisogno, piuttosto che alla crescita economica, che richiederebbe abbassare i tassi di interesse. Una notizia non buona per l’Italia, che ha crescita bassa e inflazione altrettanto bassa.
Vujčić ha superato la concorrenza di Mário Centeno (Portogallo), Mārtiņš Kazāks (Lettonia), Madis Müller (Estonia), Olli Rehn (Finlandia) e Rimantas Šadžius (Lituania). Il candidato più quotato sembrava proprio il portoghese, ma la presenza di un connazionale, Pablo Hernández de Cos, alla presidenza del Consiglio europeo lo ha penalizzato.
Si tratta di una logica molto comune nell’assegnazione delle cariche in Unione Europea. Si tende a evitare che due persone della stessa nazionalità ricoprano cariche molto importanti. Una politica che influirà anche sul futuro della BCE.
La nomina di Vujčić è infatti l’ultima di rilievo a Francoforte prima che si apra la corsa alla successione di Christine Lagarde, l’attuale presidente della Banca centrale europea. La nomina di un croato, e di un falco benché moderato, alla vicepresidenza avvantaggia i candidati dell’Europa del Sud.
Al momento tra i più quotati ci sarebbero Pablo Hernández de Cos, economista spagnolo che Madrid sta cercando di sponsorizzare, ma anche l’olandese Klaas Knot, presidente della banca centrale dei Paesi Bassi, è tra i più quotati. Anche in questa tornata dovrebbe essere esclusa la Germania, che non ha mai potuto vantare un tedesco a capo della BCE ma che sconta la nazionalità della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
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