06 Marzo 2026
Michele Colaninno, Amministratore Delegato Piaggio
Il gruppo Piaggio ha chiuso l’esercizio del 2025 registrando ricavi a €1,5 miliardi (-11,7%), un utile netto a €34 milioni (-49,4%); le principali difficoltà si evidenziano a livello mondiale causa dazi, rincari delle materie prime e forte volatilità valutaria.
Prendendo in considerazione questi risultati, il Consiglio di Amministrazione proporrà di non distribuire il saldo del dividendo, confermando soltanto l’acconto di 4 centesimi per azione approvato precedentemente, a luglio.
Dal punto di vista della redditività operativa, il margine lordo industriale è diminuito in valore assoluto a € 457,6 milioni, ma il suo peso sul fatturato è aumentato al 30,5%, rispetto al 29,2% dell’anno precedente, segnalando un miglioramento dell’efficienza industriale. L’Ebitda è invece sceso a 250,8 milioni di euro, con un margine leggermente inferiore rispetto al 2024.
La crescita dell’indebitamento finanziario netto è dovuta principalmente alla riduzione del debito commerciale. Al 31 dicembre 2025 ha toccato gli € 577,6 milioni, in aumento rispetto ai 534 milioni registrati a fine 2024.
Secondo l’amministratore delegato Michele Colaninno, il 2025 è stato segnato da un contesto internazionale difficile, influenzato da fattori come nuovi dazi commerciali, aumento dei prezzi delle materie prime e volatilità delle valute. Nonostante ciò, il gruppo è riuscito a mantenere una buona marginalità industriale e a proseguire gli investimenti negli stabilimenti produttivi, con l’obiettivo di rendere più efficiente la distribuzione delle produzioni tra i diversi mercati.
Nel corso dell’anno sono stati venduti circa 445 mila veicoli a livello globale, in diminuzione rispetto al 2024. In Europa il gruppo mantiene comunque una posizione rilevante, con una quota di mercato del 10,2% e una leadership nel segmento scooter pari al 17,5%.
Parallelamente, l’azienda ha rinnovato il contratto integrativo per gli stabilimenti italiani di Pontedera, Mandello del Lario e Noale, introducendo tra le novità un aumento del premio di risultato fino a € 720 in tre anni e nuove iniziative dedicate a sicurezza, formazione e welfare aziendale.
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