06 Marzo 2026
Matteo Fedeli, Direttore Generale Siae
La Siae ha infranto il muro del miliardo di euro nella raccolta dei diritti d'autore. Il bilancio 2025 si chiude con la cifra di 1,022 miliardi, confermando un trend di crescita iniziato nel 2022. Questo risultato non rappresenta solo un successo contabile, ma il coronamento di un cambio di passo strategico. Come sottolineato dal Direttore Generale Matteo Fedeli, "il miliardo non è un traguardo simbolico, ma il risultato di una trasformazione profonda". Sotto la presidenza di Salvatore Nastasi, la società è passata dagli 883 milioni del 2023 ai 932 del 2024, fino all'attuale record. Obiettivo della società è anche quello di mantenere un occhio aperto sull' IA generativa.
Con il piano triennale varato nel 2023, che ha ridisegnato i processi interni dell'organizzazione, la Siae ha abbandonato una veste puramente giuridica per abbracciare un modello dove tecnologia e analisi dei dati sono i pilastri portanti. "Abbiamo lavorato su trasformazione digitale, nuove competenze e negoziazioni più incisive con i grandi player globali", spiega Fedeli, aggiungendo che "oggi abbiamo circa cinquanta persone dedicate ai dati e abbiamo introdotto figure nuove, come gli ingegneri dell’intelligenza artificiale".
Un ruolo centrale nel successo economico è stato giocato dalla fermezza nelle trattative con le grandi piattaforme digitali, da Meta a Spotify, passando per TikTok e Netflix. La governance, guidata da Salvatore Nastasi e sostenuta dal Consiglio di amministrazione, ha puntato non solo sul ritorno economico delle licenze, ma soprattutto sulla trasparenza operativa. Secondo il DG Fedeli, infatti, "la vera chiave non è stata solo il valore economico delle licenze. È stato l’accesso ai dati. Senza trasparenza sulle utilizzazioni delle opere, il diritto d’autore non può funzionare". Questo approccio ha permesso di ottimizzare i ricavi derivanti dal consumo digitale, ormai imprescindibile per il mercato creativo.
L'efficienza della "nuova Siae" si traduce in benefici diretti per gli associati. Nel 2025, le distribuzioni hanno raggiunto gli 849 milioni di euro, un netto salto rispetto ai 740 milioni dell'anno precedente. Parallelamente alla crescita dei volumi, la società ha ridotto progressivamente le proprie provvigioni, scese mediamente al 13,7%. "La nostra priorità è trasferire più valore possibile alla creatività", afferma Fedeli, evidenziando come i costi per il digitale siano scesi all'8% e quelli per i grandi eventi live al 5%. Anche la frequenza dei pagamenti ha subito una rivoluzione: "Siamo passati da distribuzioni semestrali a trimestrali per la musica. È un cambiamento storico. Vuol dire spostare liquidità dalla pancia della Siae agli autori più velocemente".
Nonostante un mercato teoricamente aperto, Siae mantiene una quota del 99,2%. Il futuro, tuttavia, si gioca sulla gestione dell'IA generativa. Fedeli guarda al 2026 come l'anno della svolta per definire standard di licenza chiari per il training dei modelli di OpenAI o Anthropic: "Il nostro obiettivo è arrivare entro il 2026 a standard di licenza chiari per l’uso delle opere nel training dell’AI. "Non vogliamo un nuovo Far West digitale". Con l'obiettivo di superare 1,1 miliardi di fatturato entro il 2030, la rotta è tracciata: "Più efficienza per noi, più valore per chi crea. Se la Siae cresce, devono crescere soprattutto gli autori".
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