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Borse in tensione, oro e argento ai massimi: i primi tremori del sistema partono dai beni rifugio, come l’argenteria sul Titanic

Dazi, instabilità geopolitica e dollaro debole spingono i metalli preziosi ai record. Le Borse europee e americane oscillano tra cautela e correzioni

20 Gennaio 2026

Borsa Italiana (Euronext),  Racing Force S.p.A. ammessa su Euronext Growth Milan

Le tensioni sui mercati finanziari globali tornano a farsi sentire, mentre oro e argento registrano nuovi massimi storici. Il contesto è quello di una crescente incertezza geopolitica ed economica, aggravata dal ritorno dei dazi commerciali e da una fase di debolezza del dollaro.

Negli Stati Uniti, Wall Street mostra segnali di nervosismo. Gli indici azionari alternano sedute negative a rimbalzi tecnici, riflettendo il timore che le nuove misure protezionistiche possano rallentare la crescita globale e comprimere i margini delle imprese. La prospettiva di una politica commerciale più aggressiva pesa in particolare sui settori industriali e tecnologici.

In Europa il quadro non è più rassicurante. Le principali Borse continentali hanno aperto l’anno con andamenti contrastati, penalizzate dall’aumento dei costi energetici, dal rallentamento della domanda internazionale e da un clima di fiducia ancora fragile. Milano, Francoforte e Parigi restano esposte alle turbolenze esterne, mentre gli investitori riducono l’esposizione al rischio.

In questo scenario, i metalli preziosi tornano a svolgere il loro ruolo tradizionale di beni rifugio. L’oro beneficia di una combinazione di fattori: tensioni geopolitiche, inflazione persistente in alcune aree e indebolimento del biglietto verde. Anche l’argento segue la stessa traiettoria, sostenuto sia dalla domanda finanziaria sia da quella industriale.

Il movimento segnala un cambio di atteggiamento da parte degli investitori. Cresce la ricerca di protezione, mentre diminuisce la fiducia in una rapida normalizzazione del quadro macroeconomico. Le politiche monetarie restano restrittive e le prospettive di tagli dei tassi appaiono più incerte rispetto alle attese di inizio anno.

La dinamica dei mercati suggerisce una fase di transizione, in cui la volatilità è destinata a rimanere elevata. Più che di panico, si tratta di una riallocazione prudente dei capitali, con una maggiore attenzione agli asset considerati più resilienti in contesti di instabilità.

Oro e argento ai record non sono solo un dato finanziario, ma un segnale. Indicano che il sistema globale continua a muoversi su equilibri fragili, dove le decisioni politiche e geopolitiche incidono sempre più direttamente sulle scelte dei mercati.

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