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Trincia (Caritas Roma): "Il reinserimento dei giovani detenuti richiede ascolto e valorizzazione di ciascuno"

Il Giornale d'Italia ha intervistato Giustino Trincia, Direttore di Caritas Roma: "Il progetto mira a sensibilizzare la comunità ecclesiale e le parrocchie sulle storie di sofferenza, superando i pregiudizi e promuovendo riscatto e rinascita"

20 Gennaio 2026

Giustino Trincia, Direttore di Caritas Roma, in occasione dell'evento "Aiutare chi Aiuta", è stato intervistato da Il Giornale d'Italia.

Quali sono le principali emergenze sociali che Caritas Roma intercetta negli Istituti Penali per i Minorenni e nei territori diocesani coinvolti?

"I giovani sono più esposti di altri delle persone adulte a problemi come quelli relativi alla precarietà lavorativa. I salari, gli stipendi che vengono applicati ai giovani, molto spesso sono bassi, se non con contratti anche irregolari, in nero. Un altro grande problema è l'offerta di servizi, di spazi, di luoghi di socializzazione. Abbiamo interi quartieri, zone soprattutto nelle periferie dove magari ci sono i caseggiati ma mancano proprio lo spazio per lo sport, per l'incontro, per l'arte la cultura. Per quanto riguarda le giovani coppie, si può parlare poi di problema abitativo. Oltre 900 mila persone si sono trasferite negli ultimi 15 anni oltre il Grande Raccordo anulare, dove vi sono case che costano di meno: ciò significa anche ridurre la vita nel all'interno del Raccordo Anulare alle fasce di popolazioni più adulte, se non anziane. Credo che un enorme problema che negli ultimi anni è esploso è quello delle dipendenze dal gioco d'azzardo, dalle scommesse. L'Istituto Superiore della Sanità afferma che sia il secondo fattore di dipendenza giovanile. Una domanda che viene posta dai giovani è di senso per la loro vita e una forte richiesta anche di essere ascoltati, presi sul serio e valorizzati".

Cosa serve oggi, secondo lei, per garantire i percorsi di reale reinserimento sociale ai giovani detenuti?

"Occorre anzitutto una forte attitudine all'ascolto, una disponibilità all'incontro e a riscoprire il valore inestimabile di ogni essere umano e i talenti che hanno ragazzi, che certamente possono avere sbagliato, ma che a volte sono stati indotti nell'errore, anche grave, a causa anche da una vita dolorosa nelle proprie famiglie, nel proprio tessuto sociale. Occorre avere anche l'onestà di aprire delle opportunità in ambito lavorativo, formativo: attraverso questo progetto qui a Roma come Caritas puntiamo alla sensibilizzazione della comunità ecclesiale, della rete delle parrocchie, ad affrontare, al di di ogni pregiudizio, quelle che sono storie di sofferenze, e che esprimono il desiderio del riscatto e della ripartenza, possibile solo se si accompagnano queste persone, se si riconosce il valore e i talenti che questi giovani hanno".

All'inaugurazione dell'Anno accademico 2025-2026 della Luiss Guido Carli, Carlo Messina ha affermato che si spendono troppe risorse per le guerre, anziché per contrastare le disuguaglianze. Lei cosa ne pensa?

"Sono totalmente d'accordo. Viviamo in un tempo folle in cui prevale la logica della potenza, della forza e quindi la logica delle armi. È un tempo terribile, preghiamo il Signore perché ci sia una conversione dei cuori e delle menti, anche dei governanti, delle diverse classi dirigenti, anche quelle militari. È una follia, perché porta solo alla distruzione, una follia cieca perché non guarda la storia. La storia ci delle indicazioni molto chiare: la via della pace, del dialogo e della fraternità è l'unico vero percorso di sviluppo".

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