Sabato, 31 Gennaio 2026

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Crans-Montana, il comune, i Moretti e il Cantone del Vallese rinunciano alla prescrizione, concessa assistenza giudiziaria all’Italia

I pm italiani potranno ora accedere alle prove raccolte in Svizzera, mentre prosegue l’analisi delle telefonate che raccontano minuto per minuto lo strazio di quella notte a Crans-Montana

31 Gennaio 2026

Crans-Montana, il comune, i Moretti e il Cantone del Vallese rinunciano alla prescrizione, concessa assistenza giudiziaria all’Italia

Moretti, fonte: X @Suissallert

Il comune di Crans-Montana, il Cantone del Vallese e i due coniugi Moretti hanno rinunciato alla prescrizione per risarcire le vittime dell’incendio al locale Le Constellation anche se eventuali responsabilità dovessero decadere. Intanto è stata concessa l’assistenza giudiziaria all’Italia, permettendo ai pm di Roma di accedere agli atti dell’inchiesta sulla strage di Capodanno e alle registrazioni delle 117 chiamate ricevute dal centralino proprio durante l'incendio.

Crans-Montana, il Comune i Moretti e il cantone del Vallese rinunciano alla prescrizione, concessa assistenza giudiziaria all’Italia

Jacques e Jessica Moretti, il comune di Crans-Montana e il Cantone del Vallese hanno comunicato la rinuncia alla prescrizione per i risarcimenti alle vittime e ai familiari dei 40 ragazzi morti e dei 116 feriti nell’incendio del bar Le Constellation. La scelta vale anche nel caso in cui il decorso del tempo cancellasse eventuali responsabilità civili legate alle irregolarità riscontrate nel locale. La decisione arriva mentre l’inchiesta della Procura cantonale di Sion entra nel vivo per omicidio, lesioni e incendio colposi, con il deposito di atti in vista dei nuovi interrogatori. Per il comune e il cantone alcune omissioni nei controlli risalenti fino a dieci anni fa risultano già prescritte, come quelle sui lavori di ristrutturazione del 2015 e sui successivi interventi antincendio ordinati nel 2016 ma mai verificati.

Diversa la posizione dei Moretti, per i quali la prescrizione è fissata a vent’anni. La loro rinuncia viene letta come un segnale di attenzione verso le vittime. Le rinunce, consentite dal diritto elvetico, non costituiscono ammissione di colpa, sono a tempo e riguardano solo chi ne ha fatto richiesta. Restano tra 50 e 60 i danneggiati che non si sono ancora fatti avanti. Jessica Moretti ha dichiarato "Siamo qui perché ci siamo impegnati a farlo, lo dobbiamo alle vittime a cui pensiamo ogni giorno e ci aspettiamo molto da questa inchiesta".

Nel frattempo sono emersi gli audio delle 171 telefonate arrivate in un’ora e mezza al soccorso sanitario svizzero, a partire dall’1.30, pochi minuti dopo lo scoppio delle fiamme. Voci disperate chiedono aiuto. "C’è un’emergenza al Constellation", implora una delle prime chiamate. "Sono quasi morto al Constellation, credo di essermi bruciato", dice un altro testimone. Sul fronte giudiziario è arrivato anche il via libera alla rogatoria dei pm di Roma. La Procura vallesana ha concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia, consentendo ai magistrati italiani di accedere agli atti e alle prove già raccolte. Una scelta che contribuisce ad abbassare la tensione tra i due Paesi dopo le pressioni politiche delle scorse settimane. Ora l’indagine procede su un doppio binario, con la cooperazione internazionale e con l’impegno formale di Comune, Cantone e famiglia Moretti a risarcire le vittime, mentre continuano ad arrivare nuovi elementi su una delle notti più drammatiche della storia recente di Crans-Montana.

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