30 Gennaio 2026
La Corte di appello di Genova ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva condannato un trentaduenne, cantante abbastanza noto di dembow, per violenza sessuale su una sedicenne. E lo ha assolto. La ragazzina, aveva conosciuto il rapper su instagram, dove lui ha circa 40mila follower ed era andata a sentirlo in un paio di eventi ‘dembow’ al porto antico di Genova che si sono svolto tra giugno e luglio del 2023. Il tribunale nella sentenza di primo grado era stato perentorio: «È superfluo dire che il consenso a seguire l’imputato (da parte della vittima), l’essersi sentita anche lusingata dai complimenti dello stesso e dalle sue avances non implichino per ciò solo il consenso ad un rapporto sessuale». Ed è anche per questo che lo scorso marzo l'uomo era stato condannato a 6 anni di reclusione per violenza sessuale su minore. Per aver abusato di una sedicenne, conosciuta tempo prima durante un concerto, in una sorta di gazebo che all’epoca dei fatti era usato da tossicodipendenti e sbandati, vicino all’acquario del porto antico. Ora però la Corte d’Appello ha assolto l’uomo, ribaltando la prima sentenza. E solo le motivazioni del nuovo verdetto, che ancora devono essere pubblicate, potranno spiegare i perché di questo cambiamento radicale di giudizio.
Il trentaduenne si è sempre difeso dicendo che i rapporti erano avvenuti con il consenso della giovane, costituitasi parte civile. E di aver saputo che questa avesse 16 anni. Un racconto radicalmente diverso da quello della giovane, che aveva spiegato – senza mai contraddirsi avevano fatto notare i giudici nella sentenza di primo grado – di aver seguito l’uomo con la speranza che questo le proponesse una collaborazione per apparire in uno dei suoi videoclip. E di essere stata poi trascinata con la forza in quel tendone, fra bidoni, spazzatura e siringhe usate. Con la bocca tappata e i polsi stretti con forza dall’uomo, questo le aveva imposto due rapporti, nonostante lei più volte gli avesse detto di smetterla, di non volere. La sedicenne, aveva spiegato agli investigatori, si era allontanata e aveva chiesto aiuto al fidanzato, a un amico e a un’amica, in lacrime, confidando d’essere stata violentata. E dopo che, il giorno successivo, i suoi datori di lavoro avevano chiamato la famiglia dopo averla vista sconvolta, il padre l’aveva accompagnata in ospedale. Poi la denuncia. Secondo quanto aveva detto la ragazza, i due si erano scambiati il numero di telefono a un concerto. E il rapper aveva iniziato a scriverle attraverso il social network Instagram, chiedendole esplicitamente un rapporto sessuale. Lei non aveva mai accolto quelle richieste, ma al contempo non aveva troncato i contatti. E quando lui aveva proposto un incontro al Porto Antico, lei aveva accettato, presentandosi con un’amica. Attirata forse dalla possibilità di conoscere meglio un musicista che apprezzava. Per i giudici di primo grado, il suo racconto combaciava con quello dei vari testimoni ascoltati.
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