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Olimpiadi Milano-Cortina 2026, gestione sicurezza confermata all’Italia, ok a ingresso scorte armate estere, consentite solo “armi corte”

Le ambasciate dei Paesi invitati trasmettono l’elenco delle scorte al ministero degli Esteri, che provvede a inoltrarlo al ministero dell’Interno. Nei documenti devono essere indicati i nomi degli agenti, le personalità da proteggere e anche la tipologia di arma al seguito

29 Gennaio 2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, gestione sicurezza confermata all’Italia, ok a ingresso scorte armate estere, consentite solo “armi corte”

Olimpiadi Milano-Cortina Fonte: X @FrancoScarsell2

La gestione della sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 resterà saldamente in mano alle autorità italiane. È confermata, però, la possibilità di ingresso in Italia delle scorte armate straniere al seguito di capi di Stato e delegazioni ufficiali. Gli addetti alla sicurezza saranno scelti direttamente dai Paesi ospiti, ma opereranno entro regole e limiti fissati dal Viminale. Consentito esclusivamente l’uso diarmi corte”, con protocolli rigidi e nessuna autonomia operativa fuori dagli accordi stabiliti.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, gestione sicurezza confermata all’Italia, ok a ingresso scorte armate estere, consentite solo “armi corte”

Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 la sicurezza dei vari capi di Stato e delle delegazioni straniere sarà dunque affidata agli addetti scelti direttamente dai Paesi ospiti, come già avviene in contesti analoghi a livello globale. Il coordinamento generale, però, resterà sempre in capo alle autorità italiane, chiamate a stabilire regole, perimetri di intervento e limiti operativi delle scorte straniere presenti sul territorio nazionale.

Un lavoro preparatorio che è stato riconosciuto anche dai vertici del Comitato internazionale olimpico. “C'è stato un grossissimo lavoro”, ha commentato la presidente del Cio, Kristy Coventry, dopo il suo arrivo in Lombardia. “Arrivare a Milano è stato un po' come arrivare a casa, ho colto grande calore e affetto. Ho trovato di fronte una squadra fantastica, un'organizzazione meravigliosa”.

Sul tema era già intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiarendo l’impianto normativo e operativo alla base della presenza di agenti stranieri, anche armati, in occasione dei Giochi. “Le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse. Il coordinamento della sicurezza rimane in capo alle autorità nazionali”, aveva spiegato il titolare del Viminale, rispondendo alle domande sul possibile arrivo, poi confermato, di agenti dell’Ice a Milano.

L’ingresso in Italia degli addetti alla sicurezza stranieri segue procedure rigorose e dettagliate. Le ambasciate dei Paesi invitati trasmettono l’elenco delle scorte al ministero degli Esteri, che provvede a inoltrarlo al ministero dell’Interno. Nei documenti devono essere indicati i nomi degli agenti, le personalità da proteggere e anche la tipologia di arma al seguito. Gli addetti viaggiano con passaporto diplomatico, ma per poter circolare armati sul territorio italiano è necessario il nulla osta del prefetto competente, su delega del Viminale.

Ogni Stato, dunque, seleziona i propri uomini. La sicurezza del presidente francese, ad esempio, è affidata al Groupe de sécurité de la présidence de la République, mentre quella del presidente degli Stati Uniti è garantita dal Secret Service. Diverso, invece, il caso degli agenti del Qatar recentemente visti a Milano: la loro presenza è legata ad attività di formazione, con l’obiettivo di apprendere tecniche di vigilanza e sicurezza nell’ipotesi, un domani, di ospitare i Giochi olimpici.

Le regole imposte alle scorte straniere restano particolarmente stringenti. È consentito l’uso diarmi corte”, che devono comunque essere tenute fuori dalle sedi istituzionali. L’attività degli addetti alla sicurezza deve basarsi prevalentemente sulla protezione passiva, con un raggio d’azione limitato e ben definito.

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