30 Gennaio 2026
Bambino cammina sotto la neve, fonte: Instagram, @leggo
A San Vito di Cadore, Riccardo, un bambino di 11 anni, è stato lasciato giù dal bus che lo avrebbe riportato a casa dalla scuola, costringendolo a camminare per circa 6 chilometri sotto la neve. Il bimbo ha infatti comprato il solito biglietto da 2,50 euro, mentre l'autista gli ha fatto notare che avrebbe dovuto acquistare quello "speciale", essendo quella tratta olimpica, dal costo di 10 euro. Il piccolo è stato poi fatto scendere e camminare fino alla sua abitazione, portandolo in ipotermia.
Cammina da solo lungo la strada innevata, con due zaini sulle spalle e i jeans fradici fino alle cosce. Ha undici anni, si chiama Riccardo ed è appena uscito da scuola. Doveva salire su un autobus per tornare a casa, come ha sempre fatto. Ma quel giorno, a San Vito di Cadore, l’autista gli dice che non può salire: il suo biglietto da 2,50 euro non basta più. Per la tratta, in pieno periodo pre-olimpico, ora servono 10 euro in contanti. Riccardo non li ha. E viene fatto scendere.
È così che il bambino percorre sei chilometri a piedi, da San Vito a Vodo di Cadore, sotto la neve e al freddo, mentre il termometro segna tre gradi. Arriva a casa alle 18.10 "sfinito, in ipotermia, con le labbra blu", racconta la madre. Non ha potuto nemmeno chiamare aiuto: a scuola non è consentito portare il cellulare.
L’episodio ha scatenato un’ondata di indignazione. La tariffazione speciale introdotta per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, in vigore dal 23 gennaio al 17 marzo, ha quadruplicato il costo del trasporto pubblico sulla tratta Calalzo–Cortina, colpendo anche residenti, studenti e lavoratori. Riccardo aveva un carnet di biglietti ordinari validi per la distanza percorsa, acquistati dalla madre dopo essersi assicurata che non avessero scadenza.
Secondo la ricostruzione della nonna del bambino, l’avvocata padovana Chiara Balbinot, l’autista avrebbe rifiutato qualsiasi soluzione alternativa: non ha accettato più biglietti ordinari per raggiungere la cifra richiesta e avrebbe persino trattenuto il ticket già consegnato. "Lasciare a piedi un minore in quelle condizioni è inaccettabile", afferma la legale, che ha presentato denuncia alla Procura di Belluno.
Dolomiti Bus ha annunciato la sospensione prudenziale dell’autista e l’avvio di un’indagine interna. Intanto la Provincia ha istituito un fondo per rimborsare i residenti, ma il caso di Riccardo resta un simbolo amaro: mentre i territori si preparano a un evento mondiale, un bambino è rimasto escluso dal diritto più elementare, quello di tornare a casa in sicurezza.
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