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Abusivismo edilizio, sigilli al 3 stelle Michelin "Quattro Passi" a Nerano, in costiera sorrentina; il GIP: "Area soggetta a inedificabilità assoluta"

Gli inquirenti: "In area soggetta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali realizzato in assenza di titoli legittimi un complesso immobiliare di imponenti dimensioni destinato ad attività di ristorazione e ai servizi accessori"

30 Gennaio 2026

Quattro passi

Quattro passi, Nerano - foto Facebook

Abusivismo edilizio, sigilli al 3 stelle Michelin "I quattro Passi" della famiglia Mellino, a Nerano, nel territorio del Comune di Massa Lubrense, in Costiera Sorrentina. 

Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, è stato eseguito nella mattinata di oggi dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento.

Le indagini

Le indagini, condotte dall'Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia CC. di Sorrento e coordinate dalla Procura, erano partite a luglio dello scorso anno e, spiega una nota degli inquirenti, hanno portato a rilevare "gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio ex art. 44 del D.P.R. 380/2001".

Dai rilievi, sulla base anche di una consulenza tecnica, si è accertato come "gli indagati, a partire dal 1982, sino ad ottobre 2025, avessero realizzato, in un'area soggetta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali, un complesso immobiliare di imponenti dimensioni destinato ad attività di ristorazione e ai servizi accessori, in assenza di titoli edilizi legittimi".

I condoni del Comune

Gli inquirenti non risparmiano una stoccata al Comune di Massa Lubrense, precisando come "l'attività edilizia abusiva si sia protratta nel tempo anche grazie alla condotta, quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense, il quale, nel corso degli anni, aveva rilasciato provvedimenti di condono illegittimi, in quanto viziati da macroscopiche irregolarità, essendo stati rilasciati, non solo a distanza di decenni dalle relative istanze, ma soprattutto in assenza dei presupposti di diritto e di fatto, atteso che gli immobili oggetto di istruttoria, nell'arco temporale tra l'istanza di condono e il rilascio del relativo provvedimento, erano stati abusivamente modificati, come emerso anche dai plurimi controlli della Polizia Municipale".

Proprio il Comune, tuttavia, aveva avviato una capillare attività ispettiva e lo scorso 5 gennaio aveva emesso un'Ordinanza, la numero 3 pubblicata sul portale dell'ente, avente ad oggetto la “Repressione dei reati di abusivismo edilizio per lottizzazione abusiva nel territorio comunale", imponendo da un lato la sospensione di qualsiasi attività edilizia, dall'altro la demolizione di ogni opera realizzata.  

Suite, ipogei, piscina e case 

Il compendio in esame - scriveva il Comune di Massa Lubrense nel provvedimento - presenta una ‘complessa, imponente e devastante’ operazione immobiliare che ha mutato radicalmente la destinazione d'uso di una vasta area da agricola a ricettiva di lusso (con suite, ristorante, case residenziali, cantina, cunicoli Ipogei, percorsi, pista interpoderale, piscina e incrementi volumetrici massivi), alterando la riserva pubblica di programmazione territoriale e un incremento illecito della densità edilizia sulle particelle, integrando pienamente la fattispecie di cui all'art. 30 del D.P.R. 380/01”.

Sui beni ritenuti abusivi era stato imposto il vincolo di inalienabilità. 90 i giorni concessi per ripristinare lo stato dei luoghi e smaltire i materiali prima dell' "automatico effetto traslativo della proprietà in favore del patrimonio disponibile del Comune di Massa Lubrense. Tale acquisizione avverrà di diritto e gratuitamente - precisava il Comune nell'ordinanza - investendo non solo le opere abusive ma l’intera superficie lottizzata, costituendo il presente provvedimento — unitamente al verbale di accertata inottemperanza — titolo definitivo per l’immissione nel possesso e la trascrizione presso i Registri Immobiliari”.

Da uliveto a struttura ricettiva di lusso

Nel decreto di sequestro preventivo, il GIP scrive che negli anni si è assistito "all'asservimento di una parte del territorio comunale, che era un uliveto, alle necessità di espansione dell'attività edificatoria ed economica/turistico-ricettiva degli indagati, in totale disprezzo della morfologia del territorio, dei vincoli ambientali (tra cui quello idrogeologico) posti a tutela dell'ambiente e della disciplina urbanistica funzionale all'ordinato e armonioso sviluppo del territorio".

Le concessioni edilizie

Inoltre, il GIP ha ritenuto che "Le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria in esito al primo e al secondo condono risultano affette da profili di illegittimità originaria, sia per il superamento dei limiti volumetrici di legge mediante artificioso frazionamento delle istanze, sia per la perdita dei presupposti di condonabilità in ragione delle successive e reiterate trasformazioni abusive dell'organismo edilizio.

Le istanze presentate ai sensi del terzo condono edilizio risultano, inoltre, giuridicamente improcedibili, trattandosi di opere ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata dal PU T come zona di tutela ambientale con inedificabilità assoluta, come già accertato dal Comune di Massa Lubrense con il provvedimento di rigetto per intervenuta lottizzazione abusiva".

Ne consegue che l'intero compendio immobiliare deve qualificarsi quale risultato di un'attività edificatoria illecita continuata e permanente, tuttora priva di legittimazione urbanistico-edilizia, produttiva di una rilevante e duratura compromissione dell'assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi".

La vicenda si sposterà nelle aule dei tribunali, ma non mancherà di avere una pesante ricaduta. Quattro passi è infatti l'unico 3 stelle Michelin del Sud Italia, meta indiscussa dei più sofisticati gourmet di ogni nazionalità, e la sua presenza fungeva da richiamo per il turismo d'elite.

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