30 Gennaio 2026
È stato presentato oggi, presso la Fondazione CRT, “Percorso 27. Formazione e lavoro oltre la pena sulle orme di Giulia di Barolo”, un progetto biennale, scalabile e replicabile su scala nazionale, volto a contrastare il fenomeno della recidiva e a promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con un trascorso detentivo. In Italia la recidiva tra le persone detenute si attesta mediamente tra il 60% e il 68%, mentre scende drasticamente fino al 2% per chi svolge attività lavorative (progetto CNEL “Recidiva Zero”).
L’iniziativa è promossa e sostenuta dalla Fondazione CRT e si fonda su una rete qualificata di partner: l’Associazione Con Voi APS, responsabile della gestione complessiva e dell’attuazione operativa delle attività; Robert F. Kennedy Human Rights Italia contribuisce alla valorizzazione e potenziamento dei percorsi formativi e attività di monitoraggio; la Fondazione Industriali di Cuneo supporta il coinvolgimento delle imprese e l’accompagnamento al lavoro; il CNEL realizza un rapporto annuale di analisi sui percorsi di inclusione socio-lavorativa nel sistema penitenziario piemontese, rafforzando la dimensione di policy e conoscenza del progetto; Sviluppo Lavoro Italia contribuisce infine al coinvolgimento delle realtà produttive del territorio, favorendo un matching mirato ed efficace tra competenze, opportunità occupazionali e fabbisogni delle imprese. Il progetto è realizzato sotto l’egida del Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).
Ispirato alla figura di Giulia di Barolo, protagonista a Torino di un’opera pionieristica a favore delle donne detenute e del loro reinserimento sociale, “Percorso 27” intende sostenere la costruzione di nuove prospettive di autonomia, inclusione sociale e inserimento lavorativo per le persone detenute, attraverso un insieme integrato di azioni di formazione, accompagnamento e accesso al lavoro, con l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla riduzione della recidiva.
Prende avvio da una sperimentazione presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e si sviluppa su un arco temporale di due anni, prevedendo l’inserimento professionale di circa 60–80 beneficiarinel corso del biennio, con un impatto positivo atteso non solo sulle persone direttamente coinvolte, ma anche sulle loro famiglie e sulle comunità di riferimento.
“Percorso27” si articola in fasi operative: una prima fase di profilazione clinica, attitudinale e professionale per individuare bisogni, competenze e aspirazioni dei partecipanti e costruire percorsi personalizzati. La seconda offre una formazione multidisciplinare, combinando supporto psicologico, educazione finanziaria, alfabetizzazione linguistica e formazione tecnica e professionalizzante, per sviluppare le competenze trasversali (“soft skills”) e professionali (“hard skills”). La terza fase accompagna l’inserimento lavorativo, grazie al coinvolgimento di imprese e agenzie per il lavoro, e un’attività di mediazione tra domanda e offerta. L’intero percorso è seguito da un sistema di monitoraggio e valutazione, che misura l’efficacia degli interventi e l’impatto generato, inclusa la riduzione del rischio di recidiva.
“Il progetto Recidiva Zero, portato avanti dal CNEL insieme al Ministero della Giustizia, ha l’ambizione di promuovere in un’ottica di sistema attività concrete che possano favorire il lavoro e la formazione in carcere e fuori dal carcere, quali veicoli di reinserimento sociale per le persone private della libertà. Sappiamo che in Italia chi esce dal carcere ha il 70% di probabilità di ritornarci. La nostra sfida è abbattere o addirittura azzerare questa percentuale, attraverso un ampio programma che prevede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder pubblici e privati impegnati nel settore. Per questo abbiamo siglato una lunga serie di accordi, a cui ora si aggiunge l’intesa con la Fondazione CRT. L’obiettivo è mettere insieme sicurezza e dignità, sicurezza e inclusione. E rendere effettiva la finalità rieducativa della pena, come richiesto dall’articolo 27 della Costituzione”. È quanto ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta.
“Percorso 27 è una sfida che mette in campo soggetti di primo piano e nasce dalla convinzione che il reinserimento sociale e lavorativo delle persone con un trascorso detentivo richieda interventi strutturati e condivisi: un’iniziativa che si inserisce nella tradizione torinese di attenzione alla dignità della persona e alla giustizia sociale, di cui Giulia di Barolo è figura simbolo – ha dichiarato la Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi –. Un impegno che si colloca in un percorso più ampio della Fondazione CRT, che anche attraverso il progetto Diderot promuove un’offerta didattica innovativa rivolta anche alle persone in stato di detenzione, con particolare attenzione ai minori, nella convinzione che l’educazione sia uno strumento fondamentale di riscatto e di inclusione. Solo attraverso alleanze solide e una visione di lungo periodo è possibile affrontare le fragilità sociali e costruire percorsi di autonomia reali, capaci di generare benefici per l’intera comunità”.
“Oggi compiamo un passo decisivo nella giusta direzione: quella di favorire il reinserimento sociale dei detenuti, nell’unico modo che riteniamo veramente valido ed efficace, il lavoro, la via maestra per il pieno trattamento, quindi per il recupero della persona. Solo attraverso il lavoro la persona riassume dignità e si crea un futuro spendibile fuori dagli istituti. – ha sottolineato il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove -. Con questa meta affermiamo con orgoglio il paradigma che caratterizza la nostra amministrazione: “LAVORO, LAVORO, LAVORO!”.
Per Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia S.p.A.: “Il Protocollo Quadro tra Sviluppo Lavoro Italia e Fondazione CRT avvia in Piemonte una collaborazione strutturata per rafforzare la filiera formazione-lavoro-inclusione, attraverso la promozione di un modello concreto di politiche attive, che parte dalle competenze, valorizza il potenziale individuale e costruisce un ponte reale con il mercato del lavoro. Due gli ambiti individuati per avviare la collaborazione: le transizioni dalla scuola verso il mondo del lavoro, con interventi di informazione, sensibilizzazione e orientamento, per sostenere concretamente la piena attivazione della filiera formativa tecnologico-professionale e, in particolare, l’adesione ai percorsi quadriennali disponibili sul territorio regionale; l'inclusione socio-lavorativa delle persone detenute ed ex detenute, con interventi che *uniscono*, in modo strutturato, accompagnamento e inserimento lavorativo e che dimostrano come l’integrazione dei target a maggior rischio di marginalizzazione non sia solo una responsabilità sociale, ma una scelta strategica per la sicurezza, la coesione e lo sviluppo del Paese”.
Prima dell’apertura dei lavori si è svolta la firma ufficiale dei Protocolli di Intesa tra la Fondazione CRT e il CNEL e tra la Fondazione CRT e Sviluppo Lavoro Italia.
Ad aprire l’incontro è stato Claudio Albanese, Vicepresidente della Fondazione CRT. A seguire, l’intervento “Recidiva zero” di Renato Brunetta, Presidente del CNEL. Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, ha proposto una riflessione su “Nuovi futuri attraverso il lavoro: un’alleanza tra istituzioni e imprese”.
L’evento è poi proseguito con la presentazione di “Percorso 27 – Formazione e lavoro oltre la pena sulle orme di Giulia di Barolo”, con un approfondimento sulle fasi, le azioni e gli obiettivi del progetto. Sono intervenuti Claudia Amoruso, Presidente di CON VOI APS e referente del progetto, Kerry Kennedy, Presidente della Robert F. Kennedy Foundation, Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia S.p.A., Giuliana Cirio, Presidente della Fondazione Industriali per la cultura d’impresa e per il lavoro, ed Elena Lombardi Vallauri, Direttrice della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.
La seconda parte dell’incontro ha affrontato il tema “Territori che includono: lavoro, politiche attive e sicurezza sociale”, con gli interventi di Elena Chiorino, Vicepresidente della Regione Piemonte, e Michela Favaro, Vicesindaca di Torino.
Le conclusioni sono state affidate ad Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Dati di contesto
Oltre la pena: lavoro e formazione nella riduzione della recidiva
Nel periodo 2019–2024, in Piemonte i corsi di formazione professionale in carcere mostrano esiti positivi: nel II semestre 2024 risultano 281 detenuti frequentanti, con un tasso di successo dell’86,1% (Fonte: elaborazione Censis su dati Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Ufficio del Capo del Dipartimento - Segreteria Generale - Sezione Statistica).
A livello nazionale, secondo l’Osservatorio Antigone, nel 2023 il 32,6% delle persone detenute lavorava, dato in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, solo il 3,2% era impiegato da datori di lavoro esterni, percentuale ancora molto bassa e concentrata in pochi istituti di piccole dimensioni, prevalentemente nel Nord e Centro-Nord. Cresce invece il coinvolgimento nella formazione professionale (10,6%).
I dati ufficiali del Ministero della Giustizia (30 giugno 2023) confermano che lavora circa un terzo della popolazione detenuta (33,3%): l’85,1% alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e il 14,9% per datori di lavoro esterni.
Sul fronte della formazione, nel I semestre 2023 erano attivi 274 corsi professionali, con 3.359 detenuti iscritti (5,8% del totale). Tra i corsi conclusi, il tasso di promozione è molto elevato (88,8%), confermando l’efficacia dei percorsi formativi come strumento di reinserimento e riduzione della recidiva.
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