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CIVIS - servizi fiduciari di sicurezza e la vessazione dei clienti di un supermercato: no a rientrare per ritirare la spesa pagata, spinte e minacce

Accade in un supermercato di Milano, una situazione paradossale per l'esercizio abusivo di potere di un agente dell'azienda di "sicurezza" privata: il cliente uscito con 4 buste della spesa alle 20 per caricarla in macchina dicendo alla guardia che sarebbe rientrato per prendere il cartone di vino pagato alla cassa dietro di lui in 2 minuti, ma rientro impedito con la violenza

30 Gennaio 2026

"Agente CIVIS come ICE, spintonato e minacciato davanti al supermercato per voler ritirare la spesa pagata lasciata alla cassiera", la denuncia al GdI

CIVIS - servizi fiduciari di sicurezza e la vessazione dei clienti di un supermercato di Esselunga in viale Papiniano, no a rientrare per ritirare la spesa pagata, spinte e minacce: l'assurda storia accaduta a Milano. 

E' una vicenda davvero incresciosa quella accaduta in un supermercato di Milano, una situazione paradossale per l'esercizio abusivo di potere di un "agente" dell'azienda di "sicurezza" privata: il cliente uscito con 4 buste della spesa alle 20 per caricarla in macchina parcheggiata esattamente dietro la guardia, avvisandola che sarebbe rientrato entro 2 minuti per prendere il cartone di vino pagato e lasciato evidentemente alla cassa dietro di lui in quanto aveva troppe cose da caricare, ma il rientro impedito è stato impedito con la violenza, arrivando ai limiti della rissa.

Amici a cena, la spesa al supermecato Esselunga di viale Papiniano

Il cliente, che aveva invitato alcuni amici a cena, si era recato al punto vendita di via Papiniano dell'Esselunga per acquistare il necessario, riempiendo quattro buste di vari generi alimentari, acquistando anche un cartone di 6 bottiglie di vino in vetro. Risultando fin troppo evidente, sia a lui che alla cassiera, che sarebbe stato impossibile portare tutto assieme all'auto in sosta esattamente davanti alla portafinestra in vetro, il professionista aveva chiesto ed ottenuto la cortesia di lasciare la confezione di bottiglie in cassa per il tempo necessario a sistemare le 4 buste nel bagagliaio e ritornare.

Mentre usciva dalla porta situata proprio di fronte alla cassa dove era stata pagata la spesa e lasciato le bottiglie è stata avvisata la guardia giurata CIVIS che sarebbe rientrato entro 2 minuti per ritirare il resto della spesa. Erano infatto le 20.00 e il unto vendita stava chiudendo, ma la spesa era evidentemente già effettuata e pagata

La guardia e l'esercizio abusivo del potere: "Non rientri più"

Decisamente inaspettata la risposta vigilante CIVIS che con tono perentorio ha intimato al cliente in uscita con le 4 buste: "esco un attimo per posare le buste e torno per la cassa di vino". E il vigilante: "non si entra più". 

Piove, fa freddo, le buste pesano, l'orario di cena è vicino, gli amici sono fuori dal portone di casa: il professionista si precipita all'auto, sistema la spesa e ritorna di corsa, ma mentre sta per attraversare la porta il vigilante lo blocca con modi arroganti, minacciosi e prevaricatori. Inutile ogni tentativo di far capire che non si trattava di entrare per gironzolare tra gli scaffali o fare acquisti, ma semplicemente di prelevare un prodotto già pagato dalla cassa esattamente dietro di lui. E questo mentre altri clienti uscivano dal supermercato dalla stessa porta.

Timore e imbarazzo

Con l'ansia degli amici in arrivo, il cliente dribbla tra i clienti in uscita con le buste della spesa, rientra, recupera la confezione di bottiglie, saluta la cassiera e fa per uscire, ma l'agente CIVIS inizia a spintonarlo in malo modo. Il cliente ha temuto per la sua sicurezza, davanti ai clienti ancora li e al personale dell'Esselunga, che è prontamente intervenuto: "Tutti guardavano. Un imbarazzo enormeSinceramente, in un punto vendita di chi ha sempre fatto di gentilezza e accoglienza il suo claim, mai si sarebbe potuto immaginare di trovarsi in una situazione simile, di fronte ad un energumeno che trasforma il suo ruolo di garante della sicurezza in esercizio arbitrario, villano e prevaricante di potere".

L'intervento del personale Esselunga contro il vigilante

Fortunatamente interviene il gentilissimo personale di Esselunga che allontana il vigilante CIVIS spiegandogli di moderare toni e modi, spiegando che la spesa era pagata e che doveva recuperare la cassa di vino.    

Le indicazioni del personale Esselunga vengono però ignorate dal vigilante CIVIS, che torna verso il cliente con fare minaccioso e provocatorio: "Mi sono preparato al peggio, pensando di dover parare altri spintoni e stavolta anche qualche cazzotto. Mi sono tolto quindi il cappotto e messo in posizione di difesa pronto a difendermi guardandolo diritto negli occhi e finalmente si è fermato".

Il professionista non esclude la possibilità di una denuncia: "Simili aberranti episodi non devono verificarsi. Non sono nell'interesse di CIVIS, azienda attiva sul territorio da oltre 50anni, e neanche del suo cliente Esselunga. La security non è certamente questo", commenta. 

Gli slogan della Civis: Proteggiamo il tuo mondo, dal 1971; per te, i migliori allarmi ed esperti veri di security

Il sito di Civis riporta queste informazioni: Civis Servizi Fiduciari opera prevalentemente nei servizi di sucrezza, portierato ed accoglienza, istituto di vigilanza privata che gestisce anche allarmi e videosorveglianzaLe attività includono controllo accessi, reception, ronde ispettive (non armate) e gestione eventi, distinguendosi dalla vigilanza armata ma collaborando con essa per offrire soluzioni integrate di sicurezza a privati, negozi, aziende e pubblica amministrazione.

Strano o fortuna che i punti vendita di Esselunga Rubattino e Solari non abbiano queste pessime collaborazioni!

Tra retaggio Covid e Green pass ed esempio ICE

La vicenda richiama alla memoria i tristi episodi denunciati durante il periodo Covid, tra i più bui del nostro Paese quando milioni di persone sono state obbligate ad un vaccino sperimentale del quale in tanti hanno - e continuano - a scontare gli effetti avversi fino a morirne come la povera Camilla Canepa, mentre chi si rifiutava di fare da cavia e non possedeva il green-pass veniva cacciato da negozi e uffici e messo alla gogna sui media.

E sono in tanti a conservare indelebile il ricordo degli interventi di alcuni agenti di SecurItalia che all'ingresso di molti luoghi di lavoro e non solo controllavano e respingevano con tracotanza chi non aveva il famigerato green-pass vaccinale.

Si tratta certamente di situazioni che fanno riflettere su quanto poco ci voglia per trasformare un Paese auspicabilmente democratico in una sorta di Far West, come sta accadendo negli States con l'ICE. E anche quanto poco basti per trasformare chi dovrebbe essere garante della sicurezza in spietato aguzzino.  

Forse la guardia ha visto troppi video di John Wayne e dell'ICE a Minneapolis, o rimpiange l'assenza di potere nel non poter più chiedere il Green pass. Altro che "Civis, proteggiamo il tuo mondo".

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