30 Marzo 2026
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una conferenza stampa, ha ordinato l'annessione del Libano, alzando ancora di più la posta in gioco: "Prenderemo tutto il sud del Paese, anche oltre il fiume Litani". Continua quindi il progetto del "Greater Israel", il piano sionista espansionista che punta a conquistare tutto il Medio Oriente, "dal Nilo all'Eufrate".
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di ampliare ulteriormente la presenza militare nel sud del Libano, ordinando all’esercito di estendere quella che definisce una “zona di sicurezza” lungo il confine settentrionale di Israele.
In un discorso diffuso dal Comando Nord dell’esercito, Netanyahu ha dichiarato che l’obiettivo è “neutralizzare definitivamente la minaccia di infiltrazioni” e allontanare le postazioni di missili anticarro dal confine. Il premier ha indicato come modello le operazioni condotte in altri teatri, citando il controllo israeliano su parte della Striscia di Gaza e aree strategiche in Siria, come il Monte Hermon.
Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, l'annessione si estenderebbe fino a oltre il fiume Litani. La decisione segna comunque un passo decisivo verso un ampliamento stabile del controllo territoriale israeliano nel sud del Libano.
La mossa arriva in un contesto di tensione costante lungo il confine, dove continuano scontri e lanci di razzi. Israele sostiene che l’espansione sia necessaria per garantire la sicurezza delle comunità nel nord del Paese, già colpite dal fuoco proveniente dal territorio libanese da parte di Hezbollah.
Tuttavia, osservatori e fonti locali sottolineano come un’eventuale estensione dell’occupazione rischi di aggravare la crisi umanitaria e aumentare la pressione sulla popolazione civile libanese.
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