30 Marzo 2026
Fonte: imagoeconomica
Un raid dell'Idf nel sud del Libano, presso Adchit Al Qusayr, ha colpito una base Unifil, uccidendo un soldato indonesiano di stanza lì. L'Onu ha denunciato questa nuova violazione da parte di Tel Aviv: "Questo è l'ennesimo attacco israeliano sui caschi blu, che sono qui per portare la pace".
Un militare indonesiano impegnato nella missione di pace delle Nazioni Unite in Libano è morto a seguito di un’esplosione avvenuta nei pressi di una postazione Unifil nel sud del Paese. L’incidente si è verificato nell’area di Adchit Al Qusayr, una zona particolarmente sensibile lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele, dove negli ultimi tempi si sono intensificati gli scontri tra l’esercito israeliano e gruppi armati locali, fra cui Hezbollah.
Secondo quanto comunicato dalle autorità dell'Indonesia, il soldato faceva parte del contingente indonesiano della missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon), attiva nella regione con il compito di monitorare il cessate il fuoco e garantire la stabilità dell’area. La dinamica dell’accaduto, stando alle prime ricostruzioni ufficiali, sarebbe legata a un “impatto indiretto di un colpo d’artiglieria” caduto nelle vicinanze della base, nel pieno delle ostilità in corso.
Non è ancora chiaro quale delle parti coinvolte nei combattimenti abbia sparato il colpo che ha causato l’esplosione, né se la postazione Unifil fosse stata presa direttamente di mira. Proprio per questo motivo, il governo indonesiano ha chiesto con forza l’apertura di un’indagine approfondita e trasparente per chiarire le responsabilità. “Chiediamo un’indagine esaustiva e trasparente”, ha dichiarato il ministero degli Esteri di Giacarta, sottolineando la necessità di tutelare il personale delle missioni di pace.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla crescente instabilità nel sud del Libano, dove le tensioni tra Forze di Difesa Israeliane e gruppi armati, tra cui milizie locali, stanno mettendo a rischio anche le operazioni internazionali. Le basi Unifil, pur essendo neutrali, si trovano spesso in aree esposte ai combattimenti e possono diventare vittime collaterali.
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