29 Marzo 2026
Nelle prime ore del mattino, un nuovo attacco sferrato dall'asse Usa-Israele ha colpito Teheran, la capitale iraniana. Nel frattempo, fonti statunitensi rivelano che "il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran", sebbene la Casa Bianca abbia precisato che "effettuare preparativi non significa che Trump abbia già deciso per l’escalation". Si tratterebbe di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria.
Un nuovo raid israeliano è stato lanciato su Teheran, colpendo "centri di comando mobili" del governo iraniano e impianti di produzione di armi. Secondo fonti militari, nei giorni scorsi il regime iraniano aveva iniziato a trasferire i suoi centri di comando in unità mobili, dopo che la maggior parte era già stata presa di mira dall’Idf nel corso dell’ultimo mese. Gli attacchi hanno distrutto diversi di questi centri temporanei, "compresi i comandanti che vi operavano", e hanno interessato decine di depositi e strutture dell’industria bellica iraniana.
Parallelamente, il Pentagono sta preparando a condurre operazioni di terra in Iran "per settimane", nel caso di un’escalation decisa dall’amministrazione Trump. Fonti statunitensi precisano che si tratterebbe di incursioni mirate condotte da forze speciali e unità di fanteria, non di un’invasione su larga scala. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato: "È compito del Pentagono effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente abbia preso una decisione".
Intanto, proseguono gli sforzi diplomatici per affrontare in modo coordinato la crisi legata alla guerra in Iran e valutare possibili iniziative comuni al fine di ridurre le tensioni. A conferma della volontà di Islamabad di assumere un ruolo attivo nella mediazione regionale, oggi e domani nella capitale pachistana si terrà un primo incontro tra mediatori internazionali, a cui parteciperanno i capi delle diplomazie di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto e il ministro degli esteri locale.
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