28 Marzo 2026
Bari, 28 mar. (askanews) - Decollo corto e atterraggio verticale. Ecco il "game changer" ovvero il caccia che ha cambiato le carte in tavola: l'F-35B. Può decollare e atterrare da portaerei di nuova generazione senza catapulte e sistemi di arresto del ponte. Spettacolare anche la sua capacità di affiancarsi alla nave in movimento, come se entrambi (nave e caccia) fossero fermi. Mentre il decollo corto e l'atterraggio verticale (STOVL) gli consentono di sostituire numerosi velivoli esistenti in un'ampia gamma di missioni militari e umanitarie.
In queste immagini, realizzate con la collaborazione di Nato Multimedia, lo vediamo operare a bordo della portaerei Cavour: la portaerei della Marina Militare, con a bordo i velivoli F-35B e AV-8B, scortata dal cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio e dalla fregata Virginio Fasan prende parte a una delle principali attività Nato di vigilanza rafforzata, potenziando deterrenza, prontezza operativa e difesa collettiva nello spazio euro-atlantico: l'Italian Carrier Strike Group - ITS Cavour - sta infatti partecipando a Neptune Strike 26-1, indicata dalla stessa Alleanza come impegno concreto a garanzia della sicurezza marittima e libertà di navigazione, nel pieno rispetto del diritto internazionale.
Askanews è potuta salire a bordo di ITS Cavour e osservare da vicino una dimostrazione di F-35B - caccia multiruolo monoposto di V generazione - nell'occasione di Neptune Strike 26-1. A questa edizione dell'esercitazione Neptune Strike partecipano Albania, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Stati Uniti d'America. La serie di esercitazioni Neptune Strike, ideata nel 2020, testimonia la capacità della NATO di integrare rapidamente forze navali e d'attacco multinazionali.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia