28 Marzo 2026
Gli Houthi dello Yemen, tramite il loro protavoce Yahya Saree, hanno comunicato di essere ufficialmente entrati in guerra al fianco dell'Iran contro Israele e gli Stati Uniti. Saree ha annunciato anche che nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 marzo, i primi missili balistici degli Houthi sono stati lanciati verso lo Stato ebraico.
L’ingresso dei ribelli Houthi nel conflitto regionale in Medio Oriente segna una nuova escalation nella guerra tra Israele, Usa e Iran, con ripercussioni potenzialmente globali. Il movimento yemenita, sostenuto da Teheran, ha annunciato il lancio di una raffica di missili balistici verso il territorio israeliano, segnando il primo attacco diretto dall’inizio delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran.
A rivendicare l’operazione è stato il portavoce militare Yahya Saree, che ha dichiarato che gli attacchi continueranno “finché non saranno raggiunti gli obiettivi dichiarati” e finché non cesseranno le operazioni contro quello che definisce il “fronte della resistenza”. L’esercito israeliano ha confermato l’intercettazione di almeno un missile, senza segnalare vittime o danni.
Le sirene d’allarme sono risuonate nell’area di Beersheba e nei pressi di importanti infrastrutture strategiche nel sud del Paese, mentre proseguono anche i lanci di razzi da parte di Hezbollah e le operazioni militari iraniane.
Il coinvolgimento degli Houthi, che controllano la capitale yemenita Sana'a dal 2014, apre un nuovo fronte in un conflitto già esteso. Negli ultimi anni, il gruppo aveva già dimostrato la propria capacità militare colpendo navi commerciali nel Mar Rosso, una delle principali arterie del commercio globale.
Come anticipato da Il Giornale d'Italia, la minaccia più rilevante riguarda ora il possibile blocco dello stretto di Bab al-Mandeb, passaggio cruciale per il traffico marittimo tra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano. Una chiusura coordinata con altre rotte strategiche, come lo Stretto di Hormuz, potrebbe avere effetti devastanti sull’economia mondiale.
Nel frattempo, la crisi si allarga anche ad altri Paesi della regione: attacchi con droni sono stati segnalati in Oman e Kuwait, mentre iniziative diplomatiche emergono in Pakistan, che ospiterà colloqui tra diversi ministri degli Esteri mediorientali.
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