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GreenItaly 2021, Realacci (Symbola): “- Sono 441 mila le imprese che negli ultimi 5 anni hanno fatto investimenti verso la green economy”

Il Presidente Fondazione Symbola racconta a Il Giornale d'Italia i risultati dell'annuale rapporto presentato insieme ad Unioncamere

20 Ottobre 2021

“Una conferma anche negli anni difficili della pandemia, la scelta per l’ambiente e la green economy è fatta proprio ormai da un terzo delle imprese italiane, - afferma a Il Giornale d’Italia Ermete Realacci Presidente Fondazione Symbola - sono 441 mila le imprese che negli ultimi 5 anni hanno fatto investimenti che vanno nelle direzioni delle fonti rinnovabili, del risparmio energetico, della riduzione del consumo di materie prime, di acqua, dell’innovazione di processo e di prodotto. Queste imprese sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro, attualmente sono 3 milioni e centomila gli occupati che devono avere competenze green. Quindi il tema di affrontare la crisi climatica, tema che sarà al centro della COP26 di Glasgow e che è al centro delle politiche europee, è un tema che non solo fronteggia i pericoli, ma presenta anche la possibilità di rendere la nostra economia, come dice il Manifesto di Assisi, più a misura d’uomo e più capace di futuro.”

“Su questo il rapporto fornisce moltissimi dati e informazioni anche sulla distribuzione territoriale di queste imprese, sono 200 le imprese che vengono nominate nel rapporto e sui nostri punti di forza, sia quelli che riguardano il futuro, penso alla chimica verde o all’agricoltura di qualità, o a settori in cui noi siamo fortissimi come il legno-arredo e che presentano andamenti dal punto di vista ambientale migliori di altri paesi, o a settori in cui siamo leader in Europa. Penso ad esempio al recupero delle materie prime, all’economia circolare nei cicli produttivi, noi lì recuperiamo il doppio delle materie prime in media, rispetto al resto d’Europa, molto più della Germania e questo come spesso accade in Italia è figlio dei cromosomi, dell’antropologia più che delle politiche. Noi siamo un paese povero di materie prime e quindi abbiamo dovuto utilizzare quella grande fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è l’intelligenza umana e questo fa sì che noi utilizzando l’innovazione ma anche ricorrendo alla bellezza, alla qualità, al design possiamo aiutare una battaglia per l’ambiente che è sempre più una battaglia per un’economia più forte.”

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