06 Febbraio 2026
Vaccino Covid, Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07021, fonte: Senato
L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e quelle Europea (Ema), nel 2021, hanno nascosto i dati sulla sicurezza e sugli effetti avversi del vaccino Covid di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson. Gli enti hanno motivato ciò dicendo che sarebbero rapporti di natura strettamente riservata, riconducibili a un "segreto militare". Nonostante il Codice Deontologico dei medici impedisca loro di somministrare farmaci e trattamenti segreti, ci hanno iniettato lo stesso.
Nel pieno della "pandemia", l’autorizzazione e la somministrazione del vaccino Covid hanno seguito "procedure eccezionali", giustificate dall’"urgenza sanitaria".
Al centro della discussione vi sono le risposte fornite da Aifa e dall’Ema alle richieste di accesso agli atti avanzate, nel 2021, da due associazioni. Le agenzie regolatorie avrebbero motivato il diniego alla divulgazione dei rapporti periodici di sicurezza (Psur) richiamando la natura riservata della documentazione, la tutela del processo decisionale e profili riconducibili all’ordine pubblico. Tali motivazioni sono state interpretate da alcuni osservatori come una forma di segretezza incompatibile con la piena trasparenza invocata in ambito sanitario.
Da qui nasce una questione più ampia: se una terapia è coperta da riservatezza sostanziale, può essere considerata compatibile con il Codice Deontologico medico? L’articolo 13 del Codice stabilisce infatti che il medico non può proporre né somministrare “terapie segrete”. La mancata accessibilità integrale ai dati di sicurezza configurerebbe una violazione di tale principio, sollevando interrogativi sul ruolo degli Ordini professionali e sulla loro vigilanza.
Un secondo punto controverso riguarda la natura autorizzativa dei vaccini. L’autorizzazione condizionata rilasciata a livello europeo prevedeva obblighi specifici, tra cui la farmacovigilanza rafforzata. Sempre più esperti sostengono che tali prodotti dovessero essere trattati come farmaci soggetti a prescrizione medica individuale e che la somministrazione di massa senza una prescrizione formale rappresenti una criticità giuridica.
Le istituzioni sanitarie respingono queste interpretazioni, ribadendo che le campagne vaccinali si sono svolte nel quadro normativo emergenziale vigente e nel rispetto delle indicazioni scientifiche disponibili. Resta però aperto un nodo di fondo: fino a che punto l’eccezione può comprimere i principi ordinari di trasparenza, consenso informato e responsabilità professionale?
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia