Venerdì, 30 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Salutequità "Bene aggiornamento LEA, ma servono più tutele per i pazienti"

30 Gennaio 2026

Salutequità "Bene aggiornamento LEA, ma servono più tutele per i pazienti"

ROMA - "L'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, arrivato a distanza di nove anni, è un passaggio positivo per il Servizio sanitario nazionale, ma presenta criticità che dovrebbero essere affrontate e superate". Così Tonino Aceti, Presidente di Salutequità, si è espresso durante l'audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera sullo "Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante modifiche e integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza(LEA)". Aceti rileva anzitutto un problema di trasparenza nel processo di selezione delle prestazioni incluse: dalla relazione tecnica non risultava inizialmente quante proposte fossero pervenute al Ministero. Nel corso dell'audizione è emerso che su 370 proposte di integrazione sottoposte al Ministero della Salute quelle approvate sono state pari a 91. Un dato ritenuto essenziale per la qualità del percorso decisionale. Tra le principali criticità, secondo il presidente di Salutequità, figurano alcune incongruenze normative. La cefalea primaria cronica, riconosciuta come malattia sociale dalla legge 81/2020, non è inserita nei Lea con un codice di esenzione. Analoga situazione per molti pazienti con psoriasi severa a placche, che ancora non possono godere del codice di esenzione 045, e per la dermatite atopica, patologia cronica altamente impattante ancora esclusa dai codici di esenzione. Sul fronte oncologico, Salutequità giudica positivo l'inserimento dei test diagnostici per l'accesso ai nuovi farmaci, ma segnala un corto circuito strutturale: AIFA approva nuovi farmaci più velocemente di quanto il SSN aggiorni il rimborso dei test necessari per accedervi, con il rischio di compromettere l'accesso effettivo alle cure. Perplessità anche sulla previsione di sole dieci sedute di terapia psicoeducazionale per i disturbi alimentari, insufficienti rispetto alla complessità clinica di queste patologie. "Tra i nodi strutturali - ha proseguito Aceti - emerge con forza il tema dell'odontoiatria, oggi in gran parte fuori dal perimetro del Servizio sanitario nazionale e a carico dei redditi delle famiglie. È necessario avviare una riflessione seria sull'ampliamento dell'offerta pubblica, ricordando che la salute orale è parte integrante del diritto alla salute". Preoccupazione anche sull'attuazione concreta dei Lea. "I Lea vigenti e questo nuovo aggiornamento - ha spiegato Aceti - a seguito dell'annullamento del Decreto tariffe da parte del TAR Lazio, rischiano di essere cancellati se non si provvederà alla stesura e all'approvazione entro settembre 2026 di un nuovo Decreto tariffe. Per questo è fondamentale garantire in questo iter un coinvolgimento tempestivo delle Regioni, che secondo quanto emerso non sarebbero ancora pienamente ingaggiate sul testo e sulle coperture finanziarie". Ulteriore elemento critico sottolineato nell'audizione, riguarda l'impatto finanziario e le coperture dell'aggiornmaneto LEA, costruiti sulla base di un decreto tariffe poi annullato dal TAR: "Quando le tariffe verranno ridefinite - ha aggiunto il presidente di Salutequità - i costi potrebbero non coincidere più con quelli stimati e riportati nella relazione tecnica del provvedimento, aprendo nuovi margini di contestazione". Salutequità ha sollecitato anche una riforma del meccanismo di aggiornamento dei LEA, giudicato troppo lento e burocratico, non al passo con i bisogni dei cittadini, le innovazioni tecnologiche, organizzative e professionali del SSN. La proposta è istituire un'autorità stabile e indipendente, sul modello di AIFA, capace di garantire un aggiornamento continuo sulla base delle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche. Anche perché le norme prevedono un aggiornamento annuale dei LEA e lo stanziamento di ingenti risorse, che non possono essere sprecate. Altro scoglio evidenziato è l'applicazione a macchia di leopardo dei Lea e l'inadeguatezza del sistema di monitoraggio: "A fronte di oltre 142 miliardi trasferiti alle Regioni per la sanità - ha sottolineato ancora Aceti - il rispetto dei LEA viene valutato con appena 27 indicatori di performance, ritenuti insufficienti e troppo rigidi". Infine, il nodo del finanziamento: "Oggi - ha concluso Aceti - mancano sia una metodologia robusta per calcolare il costo reale dei LEA sia una cornice strategica di riferimento. L'ultimo Piano sanitario nazionale risale al 2006, lasciando il sistema privo di una visione di lungo periodo. È indispensabile rivedere anche i criteri di riparto del Fondo sanitario e superare il rimborso a prestazione, puntando invece sul finanziamento dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali e sugli esiti di salute, per garantire una vera presa in carico reale dei pazienti cronici e dei malati rari". -foto Ipa Agency - . mgg/com 30-Gen-26 14:09

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x