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Vaccino Covid, 40enne Elisa Napolitano scrive lettera a Bassetti: "Danneggiata e in sedia a rotelle, perché non ci ascolta?"

Elisa Napolitano, genovese e referente dell'associazione Persone In Cammino, racconta le sue diagnosi post-vaccinali e si rivolge a Matteo Bassetti: “Non chiediamo polemiche, ma ascolto e cura”

02 Febbraio 2026

Elisa Napolitano

Elisa Napolitano, fonte: Facebook, Elisa Napolitano

In un lungo post su Facebook, la 40enne genovese Elisa Napolitano si è rivolto direttamente alla virostar Matteo Bassetti, in una lettera aperta che non può lasciare indifferenti. La donna ha infatti ricapitolato la sua storia clinica e personale prima e dopo la somministrazione del vaccino Covid nel 2021. Da persona sana, è passata a essere su una sedia a rotelle, danneggiata dal siero con tanto di malattie specifiche. Poi, un appello diretto proprio al virologo: "Io sono una fra i tanti, perché non ci ascolta?".

Vaccino Covid, 40enne Elisa Napolitano scrive lettera a Bassetti: "Danneggiata e in sedia a rotelle, perché non ci ascolta?"

Si chiama Elisa Napolitano, vive a Genova ed è una delle voci che oggi chiedono ascolto sul tema dei danni post-vaccinali. La sua non è una denuncia generica: le diagnosi che elenca arrivano dal Policlinico San Martino di Genova, una delle strutture sanitarie più importanti del Paese. Ed è proprio al direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino, Matteo Bassetti, che Elisa rivolge un appello pubblico, duro e personale.

Napolitano racconta che nel novembre 2021, dopo un consulto in area vaccinale protetta, le sono state consigliate due dosi di vaccino Covid. Da quel momento, sostiene, la sua vita è stata stravolta. Due anni di febbre continua, quattro accessi al pronto soccorso, un ricovero ospedaliero e, infine, l’utilizzo permanente di una sedia a rotelle.

Oggi convive con una serie di diagnosi complesse: PCVS post-vaccinale, POTS con disautonomie del sistema nervoso ortosimpatico, neuropatia delle piccole fibre (NPF), ipersensibilità ai farmaci e un probabile danno mitocondriale con grave intolleranza allo sforzo. Diagnosi che, sottolinea, sono state formulate proprio all’interno dell’ospedale genovese, in parte nello stesso reparto diretto da Bassetti.

Il nodo centrale del suo intervento non è però solo clinico, ma etico e professionale. Elisa accusa il medico di aver contribuito, nel dibattito pubblico, a screditare e ridicolizzare le persone che parlano di danni da vaccino, dipingendole come ignoranti o pericolose. “Noi abbiamo dovuto studiare”, afferma, spiegando di essersi avvicinata alla letteratura scientifica, a studi clinici e a terapie sperimentali insieme a medici disposti ad andare oltre i protocolli standard, nel tentativo di recuperare una vita dignitosa e di combattere per i propri diritti.

Oggi Elisa Napolitano è referente per la Liguria dell’Associazione Persone In Cammino, che raccoglie pazienti con storie simili. La sua richiesta è chiara: confronto tra colleghi, ascolto delle testimonianze, riconoscimento della sofferenza di chi è rimasto ai margini della narrazione ufficiale. “Mi avete messo le ruote – scrive – ma non mi toglierete mai le ali”.

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